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Anche i francesi riscoprono il Decameron Cultura

Parigi – Leggere o rileggere il Decameron  in questi tempi di coronavirus. Il consiglio di approfittare della clausura di prendere in mano il capolavoro del Boccaccio, in Francia ormai noto soprattutto grazie a Pasolini, viene rivolto dalla stampa francese impegnata a trovare un antidoto alle difficoltà del momento . “Novelle via via allegre, comiche, salaci, commoventi e tragiche, da divorare o piluccare durante il confinamento” scrive il quotidiano “Le Figaro”  .

Il Decameron  offre un “corteo  di figure straordinarie  e inattese”:  Boccaccio figlio di un mercante, fa salire alla ribalta i suoi contemporanei, dagli artigiani ai ladri, dai preti ai ciarlatani che grazie all’autore “ accedono alla dignità letteraria”. “Vi sono due modi di  leggerlo, sia  seguire il ritmo dei protagonisti , cioè dieci novelle al giorno, sia  di gustarne una o due al giorno “ così il migliaio di pagine vi accompagnerà fino alla fine del confinamento”. E perché non leggerle ad alta voce e condividerle con i vostri compagni di sfortuna?” suggerisce il quotidiano parigino.

Il settimanale “Le Point”  ricorda come il Boccaccio  abbia scritto il Decameron “per cambiare le idee nere dei suoi contemporanei”  funestati da una peste che fece  circa 25 milioni di morti , tra il 30 e il 50% della popolazione europea. Il giornale pubblica anche per intero la descrizione del flagello, forse anche per rassicurare che tra l’epidemia della peste bubbonica e quella che ci sta colpendo adesso vi è una apprezzabile differenza.

Anche la stampa francese è molto impegnata non solo a seguire l’andamento della pandemia ma anche di suggerire ai suoi lettori come occupare il tempo tra quattro mura. Ogni giornale suggerisce letture, ripropone dossier storici – molti sulle passate epidemie – , pubblica giochi, cerca insomma in ogni modo di alleviare la clausura.

E’ comunque il coronavirus a dominare sull’informazione: ogni giorno gli vengono dedicati quasi 20.000 articoli, 254.000 dall’inizio dell’anno. Un record che fa impallidire quello raggiunto dalla crisi dei Gilets jaunes, 6.000  sui 3.000 media del paese. Secondo uno studio,  ci sono stati giorni in cui il 40% dell’informazione è stata consacrata all’epidemia.

Secondo il giornale “20 minutes”,  il virus potrebbe accelerare la morte della carta stampata ma forse anche ridare fiducia dei lettori nei media.Un sondaggio annuale pubblicato dal quotidiano “La Croix” indicava  che solo il 50% riteneva credibili le informazioni diffuse alla radio, il 40% nella tv e il 46% nella stampa scritta, livelli  storicamente bassi.

La necessità di essere al corrente sul Covid 19 è stata avvertita da molte testate che, come “Le Monde” e “Le Figaro” praticano un fast-checking quotidiano sulla crisi sanitaria nel paese e nel mondo.

Molti si chiedono però se la stampa scritta riuscirà a superare le conseguenze dell’epidemia, anche perché tutti stanno perdendo molta pubblicità, una delle fonti indispensabili della loro esistenza. Per alcune testate raggiunge il 40% del loro fatturato.  “Siamo riusciti ad adattarci rapidamente per proseguire la nostra attività , ma economicamente siamo colpiti in pieno e siamo preoccupati” ha dichiarato Gabriel d’Harcurt , il direttore della “Voix du Nord”, quotidiano regionale che ha oltre 150.000 abbonati che rappresentano il 70% delle loro vendite. Se questo giornale può assicurare la consegna delle copie a domicilio grazie a una rete capillare che resiste all’epidemia, altri invece soffrono delle numerose chiusure delle edicole di giornali. A Parigi solo il 40% dei chioschi sono aperti.  La vendita, in alcune zone, è stata affidata alle panetterie che sono rimaste aperte.  Per far fronte alla situazione drammatica si stanno anche moltiplicando le offerte sul digitale.  Un orientamento che rischia di dare una irreversibile forte spallata alla stampa scritta.

Comunque tutti i media sentono fortemente il dovere d informare, considerandolo “un ruolo civico”. Molti giornali ad esempio pubblicano le attestazioni  da ritagliare per chi non ha possibilità di stampare questo documento necessario per poter uscire di casa.

 

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