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Andrea Barducci interviene sul “decreto SalvaItalia” Politica

Dopo le prime, durissime reazioni a caldo ci si sarebbe aspettati, forse, un clima un po’ più disteso. E, invece, anche a mente fredda le reazioni delle Province al “decreto SalvaItalia” sono state davvero forti. "Ci voleva più coraggio, così si è fatto solo un bel pasticcio”, ha dichiarato mercoledì 7 dicembre il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci. “Mi chiedo che senso ha, se si toccano le Province, mantenere in piedi tutto l'impianto delle Prefetture e dei Ministeri distaccati", ha continuato. "Non siamo qui a difendere il fortilizio e tantomeno la poltrona di qualcuno – ha spiegato Barducci – già in tempi non sospetti, primi a livello nazionale, avevamo avanzato una nostra proposta di riordino mettendo in gioco la stessa Provincia di Firenze, nell'ottica di costituire una Provincia metropolitana insieme a Prato a Pistoia. Qualcuno allora si mise a ridere, ma se avessimo seguito quella strada sicuramente oggi ci troveremmo ad operare in un contesto migliore”. Secondo il presidente della Provincia di Firenze, le Province non sarebbero che un capro espiatorio e colpirle sarebbe il modo per offrire all’opinione pubblica l’occasione per prendersela con qualcuno dei troppi soldi spesi in Italia per la politica. A conti fatti, abolendo le Province, infatti, il risparmio sarebbe di “soli” 65 milioni di euro, e non di 17 miliardi di euro come si era prospettato inizialmente. “Potevamo fare di più e meglio – ha aggiunto Barducci – riorganizzando e accorpando senz'altro un buon numero di Province, e più che altro abolendo tutta la selva degli enti di secondo grado che invece restano in piedi, anzi aumenteranno con l'istituzione dell'Unione dei Comuni prevista anche da questo Governo. Ancora una volta, questa è la verità, si è preferito cavalcare il luogo comune che accompagna da un po' di tempo le province, senza andare a toccare i veri privilegi che sono in Parlamento, anche perché lì la manovra avrebbe corso il rischio di affondare per mano degli stessi intoccabili di sempre". Il decreto varato dal Governo Monti, ha continuato il presidente della Provincia di Firenze, pone anche alcuni problemi nell’immediato. Ad esempio, nell’amministrazione provinciale fiorentina, non potrà essere approvato il bilancio di previsione che la Giunta aveva predisposto e che attendeva l’assenso del Consiglio provinciale. C’è poi il problema delle competenze delle Province, che dovranno passare agli altri enti locali. Il “decreto SalvaItalia”, infine, interviene secondo Barducci su enti direttamente eletti dal popolo e va a colpire tanti assessori e consiglieri provinciali che hanno dedicato la loro vita alla politica. “Al di là delle considerazioni di legittimità costituzionale – ha concluso – mi preme rivendicare il ruolo svolto in assoluta correttezza e dedizione da tanti consigliere e assessori che hanno dedicato alla politica una parte importante della loro vita. Non credo sia stato corretto trattare questi organismi istituzionali, che hanno lavorato con responsabilità per il bene comune, allo stesso modo in cui si scioglie un consiglio comunale per infiltrazioni mafiose".

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