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Andy Warhol, una storia americana a Pisa Cultura

Ci siamo, le opere arrivate dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh, tra le quali molte “celebri”, sono allestite nel percorso espositivo di Palazzo Blu. Ad aspettare i molti visitatori Marilyn Monroe, Mao Tze Tung, Mick Jagger, Liz Taylor, Bob Dylan, Teddy Kennedy e molte altre star immortalate nelle opere del poliedrico artista statunitense. Un turbinio di colori, volti, personaggi e oggetti, tutti visti come espressione artistica secondo la mente del Warhol narratore visivo dell’americanità. Lui, artista sempre attento alla cultura popolare non solo mediatica, ma anche di strada. E così sulle pareti di Palazzo Blu si possono osservare le pistole negli Usa della liberalizzazione del commercio delle armi, i teschi della morte che aveva sfiorato l’artista newyorkese, il ritratto di McGovern candidato democratico alle presidenziali americane del 1972, sconfitto dal Nixon in seguito travolto dallo scandalo “Wategate”. Ma non c’è solo la rappresentazione oltre oceano. Anche l’Italia ha il suo spazio con le opere riguardanti Napoli e il terribile terremoto d’Irpinia, dopo il viaggio nella terra dell’arte e della religione che Warhol amava tanto. Per il resto, forse, non esiste una descrizione delle sue opere.

Dunque Pisa, se si può dire, sancisce definitivamente quel rapporto stretto con l’arte moderna che va dalle opere architettoniche di Gae Aulenti, Mario Pasqualetti, Pietro Cascella e (quelle future) di David Chipperfield, al mitico murale di Keith Haring, espressione unanime di una città ed una comunità cosmopolita che vive e apprezza l’antico quanto il contemporaneo. E poi le opere murali di Ozmo ed altri writers emergenti che stanno colorando anonimi scorci della periferia pisana. Anche quest’anno, ai visitatori dell’esposizione di Palazzo Blu verrà offerta, in collaborazione con le istituzioni culturali e le organizzazioni imprenditoriali pisane, un’ampia proposta di iniziative collaterali che investiranno l’intero territorio (www.palazzoblu.it). I social network inoltre stanno dando risonanza all’evento con #AndyGoesToPisa Photo Challenge, sviluppato da TheGoodOnes. Gli utenti di twitter, facebook e Instagram sono invitati a interpretare i contenuti dell’esposizione.

La mostra, che dura fino al 2 febbraio, è promossa dalla Fondazione palazzo Blu con il contributo della Fondazione Pisa, il patrocinio del Comune di Pisa con la collaborazione del “The Andy Warhol Museum”. E’ prodotta da Gamm-Giunti arte mostre musei, con il coordinamento artistico e segreteria scientifica della CZ&p.

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