energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Angela benedice e Matteo mette “il turbo” alle riforme Politica

Firenze – C’è un messaggio forte che da Firenze Angela Merkel ha voluto inviare soprattutto ai suoi compatrioti: il governo Renzi va sostenuto perché ha avviato una stagione di riforme che promette di essere rapida ed efficace. A cominciare dal Jobs Act: “Ho incontrato imprenditori tedeschi che operano in Italia e tutti sono ottimisti sul fatto che quello che succede è positivo e che un segnale importante viene dal fatto che ora possono assumere e creare nuovi posti di lavoro perché le norme sono chiare e non hanno paura di assumere con costi non calcolabili”, ha detto la Cancelliera nel corso della conferenza stampa che ha concluso i colloqui bilaterali italo – tedeschi cominciati ieri sera in Palazzo Vecchio.

Il messaggio è stato esplicito in tutte le parole che il capo del Governo federale ha pronunciato ai piedi del David di Michelangelo, scenario quanto mai astuto per la strategia di comunicazione del premier. Intanto Angela ha detto di seguirne costantemente l’azione di riforma grazie al “booklet” che Renzi le aggiorna ogni volta che si incontrano e non ha dubbi che “quello che c’è scritto, nonostante le reazioni contrarie, verrà portato avanti con velocità, e infatti  non viene rimandato  nulla”.

Per rafforzare questo clima di fiducia, Renzi ha usato la parola turbo:  “mettere il turbo” alle riforme. Dunque la collega non abbia alcuna paura che la decisione di Mario Draghi e della Bce di acquistare titoli di stato immettendo mille miliardi di  nuova liquidità nel sistema produttivo europeo (il cosiddetto Quantitative Easing) possa rallentare questo processo: anche perché “per uscire dalla situazione di stagnazione e deflazione non può bastare una sola misura, anche se molto positiva”, ha sostenuto l’inquilino di Palazzo Chigi.

Nel frattempo ci sono stati ben quattro fatti nuovi positivi nell’ultimo mese che alimentano nuova fiducia: il piano Juncker sugli investimenti, la relazione della Commissione europea sulla flessibilità, la mossa di Draghi e il  nuovo rapporto dollaro/euro che favorisce le esportazioni europee. Tutto ciò “impone di fare le riforme più velocemente e con più determinazione”,  appunto il “turbo” cha ha preannunciato Renzi sicuro che entro il 20 febbraio le riforme più importanti saranno giunte in porto.

Anche il contorno della pietanza principale della tavola imbandita a Firenze, cioè la politica finanziaria ed economica dell’Unione, è stato improntato alla consonanza. Ha colpito per esempio il fatto che i due interlocutori abbiano usato la stessa parola, “narrazione”, per sollecitare un cambiamento in Europa nell’agenda della discussione pubblica: basta parlare solo di economia, di mercati e di affari, ma occorre “una  nuova narrazione per entusiasmare i giovani con grandi messaggi ideali che parlino al cuore”.

Per esempio la bellezza, e cosa ci poteva essere di meglio del David a esprimere quella “bellezza” che Merkel e Renzi hanno in vario modo enfatizzato?  Non si parla solo di David e Golia, dove ovviamente la metafora riguarda solo le sfide contro la crisi e le sue conseguenze psicologiche. Si lancia piuttosto un logo mondiale della bellezza.  Renzi ha raccontato un aneddoto che certamente è stato il motore primo della macchina comunicativa che ha ideato per  Firenze: a chi gli domandava come aveva fatto a creare un’opera così bella, Michelangelo rispose che si era limitato a eliminare il marmo superfluo che la nascondeva. Dall’aneddoto all’apologo: “quel marmo superfluo della bellezza italiana è rappresentato dagli ostacoli burocratici, dalle  normative obsolete che devono essere eliminate”.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »