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Angeli della città, sede insufficiente ma Palazzo Vecchio temporeggia Cronaca

 “Gli Angeli della Città”, un’associazione Onlus ormai storica, nata per sostenere e aiutare le persone povere e i “senza tetto” attraverso la distribuzione di vestiario e alimenti si trova al limite dell’operabilità. Il gruppo di volontari lavora in condizioni pessime, non per colpa loro ma per le dimensioni troppo piccole del locale che l’amministrazione comunale ha predisposto per loro. Il locale si trova in Via Sant’Agostino 19, a pochi passi dalla chiesa di Santo Spirito. Appena entrati dalla piccola porta marrone, si rischia di venire travolti dall’enorme montagna di scatoloni pieni di vestiti che si presenta davanti. Il locale, colmo, sembra ormai essere sul punto di esplodere per un enorme big – bang.
Molte sono le persone che usufruiscono dell’associazione, non solo i “senza tetto” ma anche coloro che si trovano in una situazione economica non più sostenibile. Per questo, gli Angeli della Città da un anno a questa parte, hanno cercato di far sentire le proprie esigenze per trovare una sistemazione più adeguata e quindi un locale più ampio dove esercitare meglio l’azione di volontariato. Frequentemente hanno cercato risposte nell’intervento del comune che se da una parte sembrava aver risposto positivamente per cercare un’altra ubicazione dall’altra attivava la famosa operazione dello “scarica barile”. Il dipanarsi della vicenda viene spiegato dalla viva voce delle protagoniste, le volontarie Simona Chiaramonti e Carla Arrighetti che nel giugno scorso hanno chiesto e ottenuto gli accordi per una stanza più grande con il presidente del quartiere uno, Stefano Marmugi. Non hanno, però, fatto i conti con la direttrice amministrativa del quartiere 1 che sul nascere ha bloccato tutto, perché il nuovo cambio della giunta impone una richiesta scritta da inviare direttamente all’assessorato alla Casa e al Patrimonio, che in commissione avrebbe dovuto valutare e stabilire attraverso una graduatoria chi può avere le stanze. A giugno scorso l’associazione, dopo aver seguito il prescritto iter burocratico pressata dall’urgenza si è sentita in dovere di chiedere il punto della situazione. E’ proprio in questo momento che le due volontarie si sono ritrovate “sbattute”, da un ufficio all’altro, passando dagli uffici dell’assessore alle politiche Socio Sanitarie Stefania Saccardi a quelli dell’assessore alla Casa e al Patrimonio Claudio Fantoni. Questo lungo fluttuare è terminato, per così dire, dieci giorni fa quando Carla Arrighetti ha chiesto al segretario dell’assessore Stefania Saccardi a che punto fosse la famosa graduatoria. Nessuna risposta ben precisa, ma solo una leggera possibilità di ottenere un locale da condividere con un’altra associazione. Nel contempo il funzionario ha promesso per la prossima settimana un incontro tra le volontarie e il nuovo incaricato per la Sicurezza Socia
Intanto l’emergenza si fa sempre più grave: il disagio dei volontari aumenta con il passare dei giorni come il carico di vestiario e le persone che richiedono il loro aiuto, mentre il locale rimane sempre lo stesso.

Alcune foto dei locali

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