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Anna senza spesa, se il digital divide uccide il Natale Breaking news, Cronaca

Firenze – Spesa di Natale, certo, ma anche spesa quotidiana. Se non si hanno soldi, o meglio, se i soldi, in questo caso 150 euro, non arrivano, è difficile mettere qualcosa sulla tavola, o meglio nello stomaco. Se la cosa è terribile in ogni momento dell’anno, ancor più lo è a Natale, quando sulla tavola qualcosa di buono è simbolo di festa, anche fosse un semplice panettone. Ebbene Anna, quest’anno, non vedrà nulla sulla sua tavola a Natale. Tutto sarà affidato al buon cuore degli amici, che si sono già messi in moto. In questo momento, pur avendo già “virtualmente” in tasca quei 150 euro di buoni spesa che il Comune le ha assicurato, se ne sta a osservare un amico che con un computer e con le adeguate capacità, le prenda il famoso appuntamento per andare a ritirare i buoni cartacei. E’ vero, c’è la possibilità di “ritirarli” on line, ma Anna non solo non ha il computer, sul telefono cellulare il massimo che riesce a fare è inviare qualche messaggio. SMS, s’intende. E tuttavia forse, anche dotata di computer e competenze, il suo Natale non sarebbe diverso, perché quei 150 euro si concretizzeranno, dopo svariati tentativi, solo i primi di gennaio.

Anna ha una cinquantina d’anni ed è disabile. Una forma di disabilità che si accresce negli anni, aggravamento legato alla mancanza di soldi per cure e fisioterapie, e ad oggi è quasi inabile a camminare. Nata in un paese dell’Est, in Italia da svariati decenni, residente, gode del reddito di cittadinanza, poche centinaia di euro (400 circa) che tuttavia per lei rappresentano la sopravvivenza. Ma in questo periodo è circa un mese e mezzo che non percepisce la somma, dal momento che il meccanismo del reddito di cittadinanza prevede, dopo 18 mesi, una sospensione in cui bisogna rinnovare la richiesta. Da questo al rientro nella disponibilità possono correre anche due mesi. E durante la vacanza?… Durante, la gente stringe la cinghia. O soccorre qualche amico, o mendica per le strade.

Della storia di Anna si è fatto carico Sandro Targetti, dello Sportello Solidale, che racconta l’incredibile odissea legata ai buoni cartacei di Anna. Tutto comincia il 14 dicembre, quando il bando è aperto da 7 giorni. Targetti fa la richiesta per conto della sua assistita. La domanda di richiesta di buoni spesa è la n.950, e il 15 giunge la risposta positiva: la richiesta dà diritto a 150 euro di buoni spesa. “L’identificativo univoco della domanda le servirà per la prenotazione del ritiro dei buoni presso lo sportello del Cittadino – URP Quartiere 1”, conclude la risposta dell’amministrazione. Bene, dice Anna, sono pochi ma santi, in questo momento di festa e povertà. Ma qui scatta l’inghippo.

L’inghippo ha un nome inglese, si chiama digital divide. Vogliamo tradurlo? Diciamo che si può tradurre in italiano come “baratro digitale”. Vuol dire in soldoni che l’amministrazione può approntare sistemi sofisticati quanto si vuole per la distribuzione di buoni pasto o altro, ma se si rivolge a una platea di persone prive di strumenti digitali e di competenze per permettere loro di usarli, quegli strumenti, sta mettendo in atto un sistema di vera e propria discriminazione: digitale. Ma non per questo meno concreta. Il punto infatti è: vero, Anna ha i soldi dei buoni spesa, ma per ritirarli deve prenotare l’appuntamento con l’apposito programma. Ma non potrebbe prenotare semplicemente telefonando? No, non si può. Bisogna passare dalla prenotazione on line.

Anna ovviamente, col suo cellulare da cui riesce a malapena a inviare qualche SMS, si rende conto che da sola non ce la farà mai. Allora si rivolge di nuovo a Targetti. Ma le cose non sono così semplici. Dal 15 dicembre Targetti infatti tenta di prendere l’appuntamento con il programma di prenotazione, ma le difficoltà si moltiplicano. Il sistema non si rivela affatto semplice o accessibile, forse la massa di domande è tale da produrre qualche blocco e la prenotazione di fatto non si riesce ad effettuare. “Se risulta difficile, al limite dell’impossibile per me, che in qualche modo ho sempre utilizzato strumenti di questo tipo, figurarsi per chi è privo persino degli strumenti base. Non posso esimermi dal far notare che, in particolare riguardo alla platea cui ci si rivolge, rendere l’accesso concreto ai buoni spesa una sorta di “prova” di bravura telematica si configura come una vera discriminazione verso il basso. Grossolanamente, chi può accede, bene, chi non può … salta”. E a saltare sono ovviamente proprio quelle persone fragili cui dovrebbe andare il beneficio. La domanda ad ora inevasa è: perché non prevedere un numero telefonico cui far capo, nel caso frequente in cui le persone non abbiano strumenti o competenze per l’utilizzo della piattaforma?

Nuovo tentativo, nuova mail di Targetti.  “Vi chiedo di potermi dare un appuntamento il prima possibile per accompagnare la signora a ritirare i buoni spesa (euro 150) in modo che possa utilizzarli per fare la spesa prima di Natale, essendo priva di soldi, aspettando ancora il rinnovo del Reddito di Cittadinanza”. Intanto, una complicazione viene meno. Se dapprima la distribuzione dei buoni cartacei avviene solo in via Torta 1, zona in ZTL, viene poi spostata ai Quartieri. Semplificazione non da poco, per una persona appiedata e con difficoltà motorie come Anna.

“Vi chiedo di semplificare la procedura – continua Targetti – perché chi chiede i buoni spesa quasi sempre non ha dimestichezza con l’informatica e con termini sconosciuti come “slot” etc., e soprattutto ha urgenza di usare questi buoni per la basilare esigenza di avere del cibo, di mangiare”.

Siamo ormai al 17 dicembre. La risposta dell’amministrazione non si fa attendere. Intanto, gli uffici informano che c’è la possibilità di ritirare i buoni cartacei “anche nella prima settimana di gennaio”, il Natale si salta. Ma per la prenotazione? “In calce trova il link per accedere al SISTEMA DI PRENOTAZIONE DEI BUONI SPESA CARTACEI” (il maiuscolo è della mail dell’amministrazione). Non solo, viene ribadita l’impossibilità di accedere alla prenotazione in altro modo: “Si ricorda l’indicazione contenuta nell’art. 5 dell’Avviso sui buoni spesa: “Senza prenotazione sull’agenda elettronica, al fine di non creare assembramenti nei locali dedicati al ritiro, non è possibile ritirare i buoni spesa”.

I punti, spiega Targetti, sono: intanto, i buoni spesa servono ad Anna per la spesa di Natale, naturalmente per delicatezza, visto la ricorrenza, e dal momento che nessuno fa la spesa per la maggior festa dell’anno a gennaio, vale a dire a Natale passato, a meno che non si voglia dire che ci sono persone per cui il Natale si può anche far saltare, dal momento che forse”non se lo meritano”.  In secondo luogo, gli assembramenti si evitano anche con una prenotazione presa a telefono.

“Non sono contro la digitalizzazione dei servizi – conclude amaramente Targetti – tuttavia, credo sia importante rendersi conto che questa esasperazione conduce molto semplicemente le persone non capaci a rinunciare a qualcosa che per loro, letteralmente, significa avere la possibilità o meno di mangiare. In altre parole, il digital divide diventa un potente mezzo di discriminazione, meglio, di discriminazione di classe, visto che va a cadere in particolare sui più deboli. Non è un bel modo per festeggiare il Natale”.

Tirando le fila: ad ora, Anna ha i soldi virtuali, che nei primi giorni di gennaio diventeranno concreti. Come dire, il digital divide uccide Babbo Natale. Ma, in questo caso, salva la Befana. 

Foto: Alberino di Natale dei poveri, da Luca Grillandini
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