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Anna Rubriche

“Oh fattorino dal ciuffo nero / fora il biglietto al / fora il biglietto al / al passeggero / Foralo bene con diligenza / fin dal momento del / fin dal momento del / della partenza”. Questo motivetto grazioso, raccontava Twain, ti si infilava profondamente nel cervello e ti lasciava solamente quando riuscivi a incastrarlo nella mente di un altro: una sorta di versione garrula dello Zahir borgesiano. Amici, vi confesso che sono nei guai, sto attraversando un’esperienza simile da un paio di settimane. Il mio fattorino dal ciuffo nero ha avuto per anni fluenti capelli rossi e spesso anche una barbetta biancorossa. E’ Umberto Tozzi, indimenticato autore ed interprete di canzoni di facile ascolto, il cesellatore del giro di do, che della banalità musicale aveva fatto un’arte. Qualcuno, chi sa chi, mi ha passato la canzone che lo tormentava, devo liberarmene. Correva (un po’ meno) l’anno 1978 ed il nostro ci fece sapere che, come disse con parole sue, “sto perdendo Anna”. Francamente non so cosa pensare di Anna che, a sentire l’Umberto, non quello accantonato dalla Lega, qualche colpa ce la doveva avere anche lei. Ma Tozzi dava proprio l’impressione di essere un perdigiorno, insomma un vitellone di provincia deprivato di un Fellini capace di cantarne (lui si davvero) le gesta. “Il dottore dice che ho il cuore di un atleta e ho tanto da campare”, (tralasciamo il dramma di Morosini) comunque meglio per te! “L'acqua è calda qui in piscina sto bene eppure sto perdendo Anna lo so …” Umberto il rosso, almeno allora, faceva sport, o almeno nuoto, o almeno andava in palestra/piscina. Le fonti ci dicono che nell’acqua ci si immergeva e che il liquido era caldo: il resto sarebbero nostre illazioni scientificamente imperdonabili. Comunque a bagno maria continuava a star perdendo Anna che però “al Cavour stasera danno un film che non le piaceva proprio perché piaceva a me”: bel crostino anche lei! “Bell'incosciente stai perdendo Anna lo sai senza Anna che fai quelle quattro ragazzine che hai cosa credi che vengon solo perché hai la macchina”, il Simply Red de noantri ci tiene a farci sapere (e magari farlo sapere anche ad Anna) che ha la macchina, e non si dovrebbe trattare di una panda, e che ha diverse giovani fanciulle che gli ronzano attorno: prime profetiche schegge di un bungabunghismo ancora non conclamato. “Alla partita sto perdendo Anna però senza Anna che goal, forse lei portava male un po'”: sul calcio non si scherza fra persone per bene, e francamente mi viene come l’impressione che Anna da allora sia diventata tifosa viola, non si spiegherebbe diversamente la stagione fallimentare della Fiorentina. “Chi mi vuole al bar al telefono c'è Anna proprio mentre ho la scala reale massima”: ricordo che allora non c’erano i cellulari e la povera Anna, conoscendo i suoi polli, sapeva bene che Umberto se non era a casa era quasi certamente al bar a giocare a poker, sempre che non fosse allo stadio, in piscina, al cinema Cavour o con le quattro ragazzine in macchina. Il nostro eroe, nonostante la telefonata di Anna, vince a poker e cerca di disfarsi velocemente dei soldi. Si chiede “quanto costa andare al night (lo sa benissimo quanto costa! N.d.r.) ho vinto, dove vuoi andare è tutto spento il mio giorno da leone è alla fine e so che sto perdendo Anna”. Immagina un improbabile travestimento da ambulante, magari con tanto di banco, e “farle i prezzi a meta' contrattando un po' come piace a lei”, che carino! Ad un uomo così attento non si può negare un lieto fine: “sveglio la portiera e sto' perdendo Anna ma c'è un biglietto per me sto aspettando sono Anna perché tu non passi da me”. Stai a vedere che quel perdigiorno di provincia la spunta alla fine? No: che pensa mentre raggiunge la fanciulla? Pensa “Sto perdendo Anna”. Sai le volte che se fossi stato io Anna l’avrei mandato …? Comunque chi di voi fosse così buono da liberarmi dall’ossessione di Anna può provare a farlo con http://www.youtube.com/watch?v=ljMbXyBCTY4. Grazie.
Gianni Caverni

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