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Anniversari: la banda Monet e i suoi quadri rivoluzionari Cultura

Parigi – E’ proprio un quindici aprile  che avviene la prima esposizione dei pittori influenzati da Monet che proprio da allora verranno designati come “impressionisti”. Ce lo ricorda il settimanale “Le Point” ripercorrendo le tappe di questo storico avvenimento che segnò una profonda svolta nell’arte pittorica.

Siamo nel 1874, in una Parigi in cui è in auge una pittura accademica chiusa a ogni innovazione. Una trentina di  giovani artisti decide allora di unire le forze per mostrare al pubblico le loro opere rifiutate da tutti i saloni ufficiali. Quello che era  il gruppo di Batignolles, dal quartiere parigino in cui si riunisce,  e che verrà poi designato anche come “la banda di Monet” fonda un società anonima di pittori e scultori con l’obiettivo di organizzare un’esposizione. La sede sarà l’atelier del grande fotografo Nadar , al 35 di Boulevard de Capucines.

La mostra apre il 15 aprile 1874 alle 10 del mattino. Ad esporre sono trenta pittori tra cui Renoir, Pissarro, Cezanne, Monet, Degas, Sisley e Berthe Morisot.  Monet espone addirittura 5 tele tra cui “Impression, Soleil Levant”  da cui il movimento pittorico prenderà appunto il nome di impressionismo. Monet, pare, non gli aveva dato un titolo e chiamava il quadro “la cosa”.  Solo durante la stesura del catalogo era stato obbligato a trovarne uno. “Mettete  Impression” avrebbe detto. “Soleil levant” stato aggiunto da altri.

Il termine impressionismo lo si deve invece a uno dei rari critici che hanno visitato la mostra, Louis Leroy  che sul  giornale Charivari  in un articolo intitolato “la scuola degli impressionisti” si prende gioco  immaginando la reazione di un paesaggista classico che di fronte al levar del sole nel porto di Le Havre avvolto  nella nebbia non capisce granché. “Che rappresenta questa tela?” si chiede cercando lumi nel titolo. ”Impression, soleil levant”, impressione, ne ero sicuro, dal momento che sono impressionato, ci deve essere dentro dell’impressione” .

Questa mostra, che oggi richiamerebbe migliaia di persone, fu un vero fiasco. A visitarla sono poco più di 3mila persone. La maggior parte dei critici che l’hanno vista parlano di una esposizione di “croste”.  Fu  anche un’esperienza finanziariamente disastrosa tanto che Renoir, altamente indebitato, organizzò nel marzo 1875 una vendita all’asta dei quadri all’Hotel Drouot. Con scarso successo.

Il quadro di Monet, ora al Museo Marmottan, fu comperato per 800 franchi da Ernest Hoschède che poi lo rivendette 4 anni dopo per 210 al collezionista di origine romena Georges Le Bellio. Fu poi sua figlia a donarlo al museo parigino nel 1940.

Immagine: Claude Monet – Impression, Soleil Levant

 

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