energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Anniversari: le bionde e le more dell’avventuroso Ugo Cultura

Firenze – Nel 1871, quando l’unificazione dell’Italia era ormai una realtà, furono traslate a Firenze in Santa Croce, le spoglie di Ugo Foscolo morto a Londra nel 1827. Il 150° anniversario di questa inumazione del grande poeta nella basilica fiorentina è un’occasione per “riscoprinlo”.

A questo proposito nel rileggere le sue opere segnalo una curiosità, o forse qualcosa di più, relativa alle “Ultime lettere di Jacopo Ortis” e, nello specifico, al personaggio di Teresa.

Nella seconda redazione dell’Ortis, Foscolo effettuò importanti modifiche al personaggio di Teresa. Non più una giovane vedova ma una fanciulla, già fidanzata e che si sarebbe poi sposata straziando il cuore di Jacopo. Ma soprattutto, come ha notato Roberto Fedi (cfr il suo saggio I poeti preferiscono le bionde), nella stesura del 1798 Foscolo scrive “Il tesoro delle sue nere chiome disciolte velava parte della sua spalla destra e del seno e scendeva a far parere più candido l’ignudo braccio”. Ma due anni dopo leggiamo “ Il tesoro delle sue chiome biondissime diffuse su le spalle e sul petto” per concludere, poi: “tutto, tutto era armonia”. Con questo commento Foscolo sancisce che il cambiamento denota un’idea di perfezione e tale versione i resterà immutata nell’edizione definitiva del 1817

Il prof. Fedi ha rilevato che fin dal tempo degli stilnovisti ma soprattutto con Petrarca i capelli biondi erano un topos di bellezza e di fascino femminile. Foscolo non fu esente da questa suggestione. Non a caso nel primo abbozzo citato nel “piano di studi” del 1796 il romanzo s’intitolava Laura ,lettere .

Ma vari studiosi hanno sostenuto anche che per la Teresa con i capelli neri il poeta si era ispirato a Teresa Pichler. Poi, nel 1799 o nel 1800, a Firenze aveva conosciuto la bionda Isabella Roncioni, di cui si era perdutamente innamorato e da questo incontro sarebbero derivate le modifiche alla figura della protagonista del romanzo ivi comprese le chiome biondissime.

In effetti, il Foscolo stesso scrivendo a Niccolini dice che si era ispirato alla giovane Isabella per il personaggio di Teresa. Tuttavia, c’è un particolare che merita notare: in tutti i ritratti Isabella Roncioni non è bionda ma ha i capelli di colore castano scuro. Così, nel ritratto di famiglia eseguito da Jean-Baptiste Desmarais, in cui, ancora bambina la vediamo sulla sinistra del quadro  mentre accarezza un cane, e nel particolare dipinto dallo stesso pittore per lo  studio preparatorio .

Poi, da adulta, il ritratto eseguito da Pietro Benvenuti dove i capelli sono addirittura neri.  Tutti e tre i dipinti sono stati esposti a Pisa a Palazzo blu nel marzo 2020 nell’ambito di una mostra sui ritratti della famiglia Roncioni.

La possiamo vedere anche in litografie ma nelle immagini in bianco e nero non è possibile capire quale fosse il colore dei capelli. C’era anche una miniatura richiesta dallo stesso Foscolo che però è andata perduta

Ebbene, la critica, dal XIX secolo a oggi parla concordemente della bionda Isabella. Allora, i casi sono due: o la Roncioni è stata vista da Foscolo come bionda, sebbene non lo fosse, in omaggio allo stilema petrarchesco o i capelli della donna si erano schiariti in modo naturale o artificiale.

Questa seconda ipotesi mi pare subito da scartare. Non credo che i capelli fossero divenuti biondi né naturalmente né artificialmente perché Pietro Benvenuti dipinge una Isabella adulta, in una sorta di ritratto ufficiale come si vede anche dalla posa austera. E quindi il colore dei capelli non poteva essere che quello.

Non resta, quindi, che pensare a una licenza poetica. Certamente la seconda versione dell’Ortis Foscolo si ispirò a Isabella Roncioni per il personaggio di Teresa ricalcandone la biografia: non più una giovane vedova ma una fanciulla promessa sposa. Ma poiché Teresa era bionda anzi biondissima e Isabella aveva i capelli scuri, si può solo pensare che Foscolo abbia aggiunto questo particolare –d’importanza non secondaria – in omaggio al petrarchismo. Non a caso i due giovani s’incontrano per la prima volta durante una gita ad Arquà.

Ed è possibile  che i commentatori abbiano considerato come realistica questa descrizione che era, invece, idealizzata

A Isabella Roncioni, Foscolo dedicò anche  due sonetti. Quello che inizia con il verso E tu ne’  carmi avrai perenne vita (1800)

Si conclude così

in me volgeva sue luci beate,
mentr’io sentia dai crin d’oro commosse
spirar ambrosia l’aure innamorate

Un ‘altra allusione alla chioma bionda ma ancora una volta in perfetto stile petrarchesco ,quindi una rievocazione di Firenze e della la fanciulla amata, in un contesto idealizzato che non fa riferimento alle caratteristiche fisiche di Isabella.

Un ulteriore curiosità è che nonostante questo afflato petrarchesco tutte le donne amate o comunque ammirate dal Foscolo erano brune: da Teresa Pichler, a Luigia Pallavicini, Antonietta Fagnani Arese, Isabella Teotochi Albrizzi, Quirina Mocenni Magiotti, Teresa Pestalozza fino alle inglesi inclusa  Sofia Emerytt  madre dell’unica figlia del Foscolo Floriana  (Mary).

Tra l’altro, non è facile districarsi nella ritrattistica perché nella vita del Foscolo c’erano molte figure femminili e talvolta le immagini si confondono. Ad esempio, è stato riferito a Isabella Roncioni un ritratto di Isabella Teotochi Albrizzi

A questo punto, però, avendo interpellato alcuni letterati senza avere risposte mi è venuto il dubbio che si tratti di un quesito ozioso (e mi pare di sentire già qualcuno che dice  “ma figuriamoci, con i problemi che ci sono nel mondo andiamo a pensare ai capelli della Teresa foscoliana” ).

Tuttavia, se analizziamo le implicazioni di questo particolare nella descrizione della divina fanciulla ci accorgiamo che sono significative perché la questione delle chiome bionde è densa di simbolismi, e un topos e una sorta di fil rouge che dalla mitologia greca attraversa la storia della letteratura, le arti figurative, il cinema, la musica, la storia del costume con vari enigmi sui significati riposti.

Da Elena di Sparta alle donne angelicate, dalle eroine del Tasso alle fanciulle in pericolo dei romanzi d’appendice (ma anche la perfida milady di Dumas era bionda), dalla perla di Labuan a Puffetta, da Marilyn Monroe alla Sharon Stone di Basic instinct e a Kim Basinger di L.A.Confidential, è un simbolismo che assume significati antitetici e nuove valenze …fino alla rivincita delle donne dai capelli scuri negli ultimi decenni, come rivela anche il cinema del XXI secolo… ma di questo parleremo nelle prossime occasioni.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »