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Anniversario alluvione, la Firenze ferita nelle foto di chi c’era Cultura

Firenze – Poco più di un anno separa Firenze dal cinquantesimo anniversario dell’alluvione, cinquant’anni celebrati forse ogni giorno, da ogni sguardo – fuggevole o meno – lanciato al fiume e da ogni rimando della memoria di chi l’alluvione la visse e la subì, ad ogni goccia di pioggia. Cinquant’anni che fanno parte, tuttavia, anche della storia di chi, fiorentino, nacque dopo, come marchio dei padri e dei nonni, evento per eccellenza, di quelli che cambiano il sentire futuro. Non stupisce allora che quest’anniversario, che cadrà il 4 novembre 2016, riguardi Firenze tutta, tanto l’anziana quanto la giovane.

La città si muove per tempo e si prende un anno per onorare come si deve quell’alba di acqua e fango che, se non ne cambiò il volto, ne stravolse certamente le coscienze. Immagini fotografiche: è questo il patrimonio “minore”, per quanto inestimabile, che resta di quei giorni: immagini di acque al terzo piano, immagini di cittadini del mondo che giunsero in città per dare una mano a salvare il salvabile – quegli “angeli del fango” per sempre orgogliosi di esserlo stato – immagini di botteghe, libri, opere d’arte distrutte, immagini di sfollati, feriti e salvati. Immagini, appunto, insieme a qualche filmato: sarà questo il cuore della celebrazione del cinquantenario. Firenze vanta il patrimonio più corposo al mondo di documenti sull’alluvione, ma se forse tutti hanno in mente le foto del Cristo del Cimabue incrostato di fango o del Battistero sommerso per metà, meno note sono quelle dell’ondata nelle periferie. Firenze non è solo il centro storico: se c’è un senso profondo al ricordo che di quei giorni d’alluvione si vuole dare, è questo. Si vedranno foto, mostre, filmati, di tutta la Firenze ferita e salvata, da Rovezzano a Brozzi.

Sono stati i presidenti dei cinque quartieri fiorentini, infatti, che stamattina hanno anticipato il progetto cardine della ricorrenza: lanciare un appello a tutti i cittadini affinché condividano i ricordi di quei giorni, consegnando immagini, filmati e dando la disponibilità a raccontare quelle ore di buio, in cui Firenze – per una volta – balzò alla ribalta mondiale non per i suoi tesori ma per le sue ferite. “L’idea è quella di creare una serie di eventi concatenati tra i quartieri della città – ha detto Maurizio Sguanci, presidente del Quartiere 1 – grazie marianiad una raccolta di filmati e immagini fornite dai cittadini, associazioni e circoli, magari anche con l’apporto di voci narranti di chi – presente all’epoca – dia la possibilità di seguire in presa diretta il racconto di quei giorni”. La mostra sarà itinerante; partirà il 4 novembre 2016 da Piazza della Santissima Annunziata per toccare tutti i quartieri, fino a Brozzi. Ad ogni passaggio, sarà arricchita dalle testimonianze del luogo. Tutti saranno coinvolti, per prime le scuole di quartiere, “luogo d’incontro per eccellenza – ha sottolineato Cristiano Balli, presidente del Quartiere 5 – per testimoniare quanto è accaduto nel ’66”, ma anche le botteghe storiche, che hanno contribuito alla rinascita della città. Non di solo centro storico e non di soli angeli del fango: è questo, nella sostanza, il senso che si vuole dare alle celebrazioni del trauma e del risveglio, nella riscoperta di un senso di appartenenza collettivo a Firenze o, per usare le parole di Michele Pieguidi (Q2), “dell’orgoglio di essere fiorentini, di ricordare chi siamo”. Coordinati dall’associazione Firenze Promuove, presieduta dal giornalista Franco Mariani, presente all’incontro, gli eventi collegati al cinquantenario comprenderanno anche approfondimenti sull’acqua “come risorsa, non come nemica” e sulle politiche idrogeologiche, a partire dalla messa in sicurezza della riva sinistra dell’Arno. Collabora al corpo di iniziative anche il Comitato Firenze 2016, presieduto a Nardella.
Le immagini, i filmati e le varie disponibilità saranno raccolte a partire dal prossimo 4 novembre presso le sedi dei singoli quartieri, secondo modalità che verranno specificate nei prossimi giorni. Il materiale fornito (personalmente o via mail) sarà duplicato e restituito ai proprietari.

 

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