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Un anno dopo il rogo, l’emergenza “sicurezza lavoro” non finisce Cronaca

Prato –  Oggi 1° dicembre è il primo anniversario dell’incendio nella fabbrica-dormitorio Terresa Moda del Macrolotto di Prato, in cui persero la vita 7 operai di origine cinese.  Risultati e segnali positivi non mancano dopo mesi di lotta all’irregolarità e allo sfruttamento del lavoro, ma i numeri del fenomeno diffuso nell’industria dell’area metropolitana, divulgati oggi, mostrano che non si può abbassare la guardia.

A Prato nella sala consiliare del Comune si è fatto il punto sulla sicurezza nelle fabbriche del distretto tessile, e non solo, dopo la lunga campagna di controlli nelle aziende (7.700 le imprese cinesi a rischio in tutta l’area metropolitana FI-PO-PT), per la quale la Regione ha assunto 64 tecnici per la sicurezza per rinforzare gli organici di quattro Asl e quella di Prato in particolare.  Da Firenze a Prato, da Pistoia ad Empoli sono state controllate 859 aziende solo da settembre a novembre – fa sapere la nota della Regioine Toscana – : 77 hanno ricevuto il cartellino giallo, ovvero solo qualche prescrizione. Per 396 alla prescrizioni, più o meno gravi, si sono sommate informative di reato e 62 aziende sono state chiuse o sequestrate. Per loro cartellino rosso. 93 delle aizende controllate non esistevano più e all’arrivo degli ispettori sono state trovate chiuse.  Negli ultimi controlli  sono stati scoperti 85 dormitori e 63 cucine abusive, 17 depositi di bombole a gas, 184 impianti elettrici fatiscenti e più di 200 macchinari non in regola. Nei numeri non mancano segnali positivi: 242 aziende, praticamente una su tre di quelle dove gli ispettori della Asl sono entrati, erano in regola, altre aziende, raccontano i tecnici della sicurezza, si stanno mettendo in regola e in 160 hanno sottoscritto o stanno sottoscrivendo il patto per il lavoro sicuro.
Con queste evidenze, la battaglia al lavoro irregolare e allo sfruttamento non può che continuare a ritmo sostenuto

Stamani si è tenuto anche il seminario annuale della Rete regionale dei lavoratori per la sicurezza (Rls, più di 2.000 iscritti) che si colloca a metà del percorso dei 12 seminari, che termineranno a metà febbraio con quello della Asl 9 di Grosseto. La rete organizza seminari, voluti e sostenuti con forza dalla Regione,  rivolti a tutti gli attori della prevenzione (Rls, Rspp, Medici competenti, medici del lavoro, lavoratori, datori di lavoro) col fine di
informare e far incontrare le figure della prevenzione, per discutere insieme di vari argomenti, come prevenzione e infortuni e malattie professionali, definiti di concerto con i lavoratori e le parti sociali. La Toscana è l’unica, oltre all’Emilia Romagna, ad avere una rete regionale strutturata e capace di interagire con gli Rls e fornire supporto diretto tramite i servizi di prevenzione sui luoghi di lavoro delle  Asl toscane e il settore della Regione che si occupa di prevenzione sui luoghi di lavoro. Gli strumenti messi a disposizione dalla Rete Rls sono non solo il sostegno diretto ai lavoratori ma anche la redazione di un quadrimestrale chiamato “Toscana Rls”, e l’organizzazione di 12 seminari informativi (1 per ogni Asl), che si svolgono ogni anno sul territorio toscano e che culminano con un convegno regionale di chiusura.

Sempre in concomitanza dell’anniversario della tragedia al Macrolotto, il prefetto di Prato, Maria Laura Simonetti, ha ricevuto in visita il console generale cinese a Firenze, Wang Fuguo, recentemente giunto in Toscana. Il prefetto Simonetti si è intrattenuta, riferisce una nota, con il console “in un cordiale colloquio che, oltre a toccare i vari profili di interesse relativi alla presenza di una nutrita comunità cinese in provincia ed alla sua integrazione nel contesto sociale pratese, ha anche approfondito alcuni aspetti dell’economia e del mondo del lavoro nel distretto”. Il prefetto e il console hanno espresso “la certezza che il rapporto di collaborazione istituzionale instauratosi proseguirà con sempre maggiore intensità per il futuro, nell’auspicio di una sempre maggiore integrazione e cooperazione della comunità cinese in Prato”. Il prefetto ed il console hanno reciprocamente manifestato l’intenzione di continuare ad approfondire possibili forme di collaborazione anche sul piano operativo.

Le dichiarazioni
“Quello che è accaduto il 1° dicembre 2013 ha colpito violentemente la città di Prato – ha sottolineato il sindaco di Prato Matteo Biffoni nel fare gli onori di casa nella sala consiliare. Quell’incendio ha segnato il “punto di non ritorno per una comunità che ha fatto del lavoro quasi una religione laica”. “Ma sono convinto – ha spiegato – che la strada intrapresa in questi mesi ci permetta di ottenere risultati concreti per combattere l’illegalità e tutelare la sicurezza sul lavoro”. “I risultati di questi primi mesi – aggiunge – segnano un passo avanti importante, finalmente ci si muove per andare a colpire chi non vuole stare alla regole e, al contempo, per aiutare chi lavora nel rispetto delle norme. Grazie al lavoro congiunto con la Regione, le forze dell’ordine, le associazioni di categoria, i sindacati, i professionisti sono convinto che riusciremo a ottenere risultati concreti”.

“Se quasi un’azienda su tre è stata trovata in regola vuol dire che nella notte in cui tutte le vacche sembrano bigie, alcune sono anche chiazzate” – ha commentato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – . Una risposta ai tanti luoghi comuni, anche “a quelli facili che vorrebbero che dopo un anno non è successo niente”. “E’ successo invece – ha ribadito Rossi -, anche se non possono bastare pochi mesi per verificare gli effetti dell’azione messa in campo”.
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“E’ passato un anno, ma non abbiamo dimenticato i 7 connazionali morti. Li ricorderemo sempre insieme alla durissima lezione imparata – ha detto il console cinese a Firenze, Wang Fuguo intervenendo al Consiglio comunale di Prato – . Ovvero, il problema della sicurezza nei luoghi di lavoro puo e deve essere risolto”. Perche riguarda non solo il rispetto di norme di legge, ma soprattutto “la felicita di ogni lavoratore e di ogni famiglia”.
“Un fatto che ci conforta, delle informazioni sui controlli della Regione, è che sempre piu imprese cinesi stanno
rafforzando il rispetto delle norme sulla sicurezza” – ha aggiunto -.   Il rappresentante del Governo di Pechino ha ricordato “gli incontri organizzati con gli imprenditori cinesi, chiedendo di essere esemplari nell’adeguamento alle leggi delle proprie aziende. La montagna- ha proseguito, facendo richiamo ad un vecchio proverbio cinese- puo essere rimossa, purche tutti lavorino nella stessa direzione”.

 

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