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Antognoni flop sul ring, scoppia la polemica Sport

 Proseguono i commenti e le critiche sul debutto nel pugilato di Alessandro Antognoni, figlio 33enne di Giancarlo mitico e storico capitano della Fiorentina, a Caldine contro il 19enne ivoriano Adama Camara calciatore del Vicchio, conclusosi con una sua durissima sconfitta.  Dominato dal giovane avversario, nella terza ripresa, dopo aver subito il secondo conteggio da parte dell’arbitro, Antognoni si arrendeva. Per quel disastroso esito del match, dopo a bordo ring l’istruttore di Antognoni rimproverava di brutto agli organizzatori di avere opposto al suo allievo un pugile troppo forte.
   “Alessandro Antognoni – dice Giacomo Croce – era preparato perché da mesi si allenava con puntiglio quasi tutte le sere. Aveva superato tutti i controlli medici quindi era stato dichiarato idoneo, e voleva provare le emozioni di un match vero. Mi sembrava giusto soddisfare questo suo desiderio”.
   “Con gli organizzatori della serata a Caldine – prosegue il maestro di Antognoni – avevamo scelto un avversario di modesta levatura, insomma, il match avrebbe dovuto somigliare molto ad un’esibizione. Invece arrivati a Caldine l’avversario scelto non era più disponibile. Il sostituto, mi veniva assicurato, era un giovane calciatore che sapeva poco o nulla della boxe. Invece sul ring questo ivoriano mostrava qualità notevoli ed inaspettate di pugile e metteva in grave difficoltà Antognoni. Insomma le garanzie promesse non erano giuste. Comunque è andata così. Antognoni è troppo innamorato della boxe per non continuare a frequentare la palestra della “Samurai Fight Club” Firenze. Si iscriverà al prossimo corso per istruttori e mi darà una mano nel preparare i pugili della nostra società”.
   Per l’organizzazione risponde Gabriele Sarti della Boxe Mugello: “E’ vero che il pugile scelto in un primo momento non era presente. Ma è anche vero che il ragazzo ivoriano che lo sostituiva veniva nella mia palestra da solo un paio di settimane. Avrà fatto i guanti cinque-sei volte. Ed era stato tesserato in extremis. Si tratta di un calciatore, non di un pugile. Sul ring è risultato più bravo del previsto, ma Antognoni ha dato l’impressione di non essere ancora pronto per debuttare in un match vero quindi sarebbe stato meglio non proporre il suo esordio”

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