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Anziani fragili, la vicepresidente Stefania Saccardi: “Mantenere le persone presso la propria abitazione” Società

Due delibere presentate dalla vicepresidente Stefania Saccardi, ed approvate dalla giunta regionale stanziano 3,6 milioni di euro rivolte alle persone anziani fragili. Entrambe partiranno entro il 2015. Abbiamo chiesto alla vicepresidente Saccardi di illustrarne il contenuto

Un primo progetto riguarda una serie di interventi diretti a favorire la permanenza della persona anziana presso la propria abitazione. Quali?
“Abbiamo messo a disposizione 1 milione e mezzo di euro circa, che verranno ripartiti tra le Zone-distretto, per realizzare tutta una serie di azioni che puntano a mantenere le persone presso la propria abitazione: dall’assistenza domiciliare socio-assistenziale e quindi cura ed igiene, aiuto nella gestione dell’abitazione, sostegno psicologico ed assistenza sociale e/o educativa a domicilio, al sostegno della domiciliarità e dell’autonomia personale, attraverso prestazioni che vengono effettuate da operatori professionali, fino al trasporto sociale, con mezzi pubblici o privati, per consentire a queste persone con problemi di mobilità lo spostamento verso case di cura o per il ritiro della pensione”.

C’ è poi il progetto Pronto badante di che si tratta?
“‘Pronto badante’ nasce per fornire un supporto temporaneo alle famiglie che si trovano ad affrontare la prima fase del disagio derivante dalla fragilità delle persone anziane, provvedendo alle prime necessità ed aiutandole anche con l’erogazione di voucher per l’attivazione di un primo rapporto di assistenza familiare. Le prime fasi in cui la famiglia si trova a dover gestire l’emergenza sono quelle più delicate, in cui diventano fondamentali informazioni ed assistenza. Si rivolge alle famiglie che non abbiano alcun progetto già attivo con i servizi territoriali o un contratto stipulato con un assistente familiare. La sperimentazione durerà un anno (si prevede a partire dai primi mesi del 2015) e riguarderà 5 zone-distretto: Firenze, Fiorentina Nord-Ovest, Fiorentina Sud-Est, Mugello e Empolese. Tra le azioni specifiche, l’attivazione di un Numero Verde, interventi di assistenza, informazione e tutoraggio, erogazione di un voucher sotto forma di buono lavoro”.

E’ previsto un coinvolgimento dell’Inps. Con quali modalità?
“Abbiamo deciso di coinvolgere l’Inps perchè vorremmo che i rapporti di lavoro per gli assistenti familiari o badanti avvenissero con modalità regolari, in un settore dove il sommerso è spesso una prassi. Quindi per l’erogazione dei voucher, sotto forma di buoni lavoro da 300 euro che serviranno alla famiglia per coprire le prime necessità, in termini delle prime 30 ore di lavoro, firmeremo una convenzione con Inps”.

Un modo di far fronte positivamente ai problemi della no autosufficienza Ma come fare fronte alle criticità che i dati della non autosufficienza evidenziano per i prossimi anni ?
“L’invecchiamento della popolazione è un dato ormai acquisito. Secondo Istat gli over 65 residenti in Toscana sono quasi 900 mila e, secondo stime, la quota di non autosufficienti è destinata a passare dal 7,9% attuale (circa 70 mila persone) al 10% nel 2030 (oltre 108 mila unità). Tutto questo, associato alle criticità legate alla frammentazione delle reti familiari e del tessuto sociale, ci impone di riservare un’attenzione ancora maggiore e creare una rete capace di fornire risposte concrete ed adeguate ai nuovi bisogni”.

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