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Anziani sempre più poveri (+14%), disuguaglianze aumentate Economia

Firenze – «Anziani sempre più soli e sempre più poveri, adesso lo certifica anche la Caritas Italiana». A sottolinearlo è Enrico Vacirca, presidente Regionale dell’ANP Cia Toscana, commentando l’annuale Rapporto della di Caritas Italiana, presentato in occasione della Giornata mondiale di contrasto alla povertà, dell’annuale Rapporto della di Caritas Italiana.

«Il rapporto – commenta Vacirca – non poteva non darci una fotografia dei gravi effetti economici e sociali dell’attuale crisi legata alla pandemia da Covid-19. Il nostro Paese nel secondo trimestre del 2020 ha registrato una marcata flessione del Pil, un calo di 841mila occupati rispetto al 2019 e una vistosa impennata degli inattivi, cioè delle persone che smettono di cercare lavoro».

Dalla analisi della Caritas emerge che l’incidenza dei “nuovi poveri” passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Giova ricordare che tale rilevazione viene effettuata su un campione di nuclei beneficiari dei servizi Caritas. Questa incidenza dei nuovi poveri si ottiene confrontando il periodo maggio-settembre del 2019 con lo stesso periodo del 2020.

«Siamo molto preoccupati leggendo i numeri del rapporto Caritas – aggiunge Vacirca – fra i quasi 4,6 milioni di poveri in Italia, circa 1/3 sono uomini e donne sopra i 65 anni che non possono pagarsi un pasto completo o le bollette di luce e riscaldamento».

Molte sono le proposte che ANP ha sollevato per arginare il problema – «Considerando che circa 2,3 milioni di pensionati non superano il minimo – afferma Vacirca,- è necessario ora più che mai superare certe disuguaglianze che ancora affliggono i pensionati. In modo particolare è necessario: aumentare le pensioni minime; stabilizzare la quattordicesima e modificare il meccanismo di indicizzazione delle pensioni riducendone il carico fiscale”.

La situazione che stiamo vivendo rischia di marginalizzare le persone più fragile e sole – evidenza Anp Toscana – le carenze non sono solo di natura economica, ma che di servizi sanitari.

Il progressivo accentramento dei presidi sanitari rende onerose le cure per chi vive nelle aree interne che è costretto a spostarsi per decine di chilometri per un semplice prelievo.  A livello locale è importante – continua Anp Toscana- realizzare nel più breve tempo possibile il decentramento di alcune infrastrutture già previste come le Case della Salute e gli ospedali di comunità.

È quindi necessario dare valore ai territori periferici datandoli di servizi sia materiali (rete viaria, trasporti pubblici, spazi aggregativi) che immateriali (connessione internet stabile, farmacie di servizi). Soltanto arricchendo i nostri territori potremmo contrastare le nuove povertà emergenti-conclude Anp Toscana.

In conclusione, il presidente Vacirca cita le parole di papa Francesco sulla necessità di “lottare contro le cause strutturali della povertà, la disuguaglianza, la mancanza di lavoro, della casa, la negazione dei diritti sociali e lavorativi”.

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