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Anziani soli: Firenze pensa a condomini intergenerazionali Società

Firenze – In una sala gremita  di pubblico di tutte le età, a testimonianza dell’interesse per l’argomento  si è tenuto venerdì  Firenze il  Convegno della Fap  su  Anziani e medicine complementari.  Questa iniziativa –ha detto in apertura dei lavori il Segretario della Fap Sergio Parrini –  nasce dall’idea di creare un momento di condivisione e conoscenza per diffondere le informazioni in materia di accesso e di possibilità di cura  con riferimento alle  medicine complementari e  rientra nel quadro degli incontri sulla qualità della vita della popolazione anziana.

Sandro Innocenti  (consulente medico del Patronato Acli e  dirigente Fap),  che ha organizzato l’incontro,  ha  spiegato che scopo del Convegno era di affrontare  un  contesto un po’ più vasto di salute  che va oltre  il  benessere  dei singoli organi e apparati  e coinvolge persona  in un’ottica più  completa: quindi  parla di  omeopatia, agopuntura  terapia piante, fisiototerapia,  psicoterapia,  come coadiuvanti  della medicina  “tradizionale  che fanno riferimento alla complessità della persona e quindi anche alla sua  struttura  psichica e psicofisica

Il saluto del Comune di Firenze è stato portato da Sara Funaro Assessore al Welfare,sanità e casa alla quale al termine dei lavori abbiamo rivolto alcune domande:

Firenze ha la fortuna di avere una popolazione longeva. Ma ci sono problemi da risolvere. Quali?
Firenze è una delle città  in assoluto con il più alto numero di anziani. Attorno al 26%  e  di questi una grossa percentuale è  sopra agli 80 anni quindi portatori di maggiori bisogni..

Quali  interventi , quindi, per  venire in contro a  questi bisogni ?
Ad oggi il sistema  attuale prevede oltre alle  RSA , i Centri Diurni  dove si svolgono varie  attività  e Centri  dove anziani autosufficienti  possono passare  pomeriggi di socializzazione. Ma i bisogni sono sempre più variegati : non bastano più  queste tipologie e  occorre ma ripensare una gamma servizi  da offrire e  ragionare  in un’ottica di prevenzione

Come favorire la qualità della vita della popolazione anziana?
Ad esempio,  molti anziani  vivono soli in casa e spesso situazioni di  isolamento solitudine non aiutano  a favorire  l’autonomia ed i processi di  mantenimento cognitivo-mnemonico. Quindi  stiamo pensando  a condomini dove anziani autosufficienti  possano socializzare tra loro  pensiamo ad altre forme di  sinergia  mettendo in contatto  gli  anziani  con il mondo dei giovani. Gli anziani possono comunicare  la loro esperienza e arricchirsi  del contatto con le nuove generazioni.

In sostanza quale è la linea strategica? 
Soluzioni più possibile  differenziate  e  non più   standardizzate. Accanto a Rsa, Centri Diurni, Servizi domiciliari, dobbiamo  avere tutta una serie di servizi intermedi per rispondere  in modo sempre più efficace   alle  concrete  situazioni

Numerose le relazioni  di medici  tra cui quella di Stefania Biondo, geriatra e omeopata, attualmente responsabile sanitario e geriatra in una RSA dell’area fiorentina; la dottoressa Enrica Campanili, specializzata in Francia e autrice di articoli e libri sull’argomento; la dottoressa Giuliana Anselmi, omotossicologa e agopuntore; il dottor Davide Morello, fisioterapista .

Dal Convegno è emersa  quindi una più ampia informazione sul tema delle medicine complementari nell’ottica  del decalogo del Istituto superio di Sanità che tra l’altro ricorda di  affidarsi c sempre a un medico esperto, chiedendo “ al tuo medico di famiglia, alla tua ASL, all’ Ordine dei Medici della tua Provincia e a Società Scientifiche accreditate”.

 

 

 

 

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