energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Aperitivi ad arte, e non solo Cultura

Già 10.000 persone tra maggio e ottobre del 2012 si sono lasciate volentieri catturare dall’offerta di un aperitivo nei tre più prestigiosi musei fiorentini, e altrettante se ne aspettano quest’anno in compagnia del David alla Galleria dell’Accademia, accanto ai Manieristi nelle Sale rosse degli Uffizi, e con l’aggiunta di Donatello nel cortile del Bargello. Qualcuno polemizza non tanto su questa iniziativa, bensì sulle regole e sul tariffario che la Soprintendente Cristina Acidini sta approntando per stabilire a chi e a quanto alcuni prestigiosi spazi museali possano eventualmente essere concessi ‘in affitto’. A queste polemiche risponde l’architetto Antonio Godoli, i cui chiarimenti volentieri diffondiamo.
“Torno sulla questione del cosiddetto ‘tariffario’ per le concessioni occasionali di spazi museali del Polo Fiorentino, diffuso in questi giorni da alcune testate giornalistiche.
Il “tariffario” in oggetto è un documento ad uso interno, di lavoro e dunque provvisorio, sintetico. Tra i vari fraintendimenti che si rilevano negli articoli scritti, talvolta accompagnati da commenti, il più vistoso riguarda l'accostamento tra Galleria degli Uffizi e cibo. Da architetto degli Uffizi, preciso che è sin troppo facile scrivere un titolo o un articolo su un pranzo sotto la Venere di Botticelli, perché sicuramente molti lettori ne rimarranno colpiti e finiranno col  crederci.
Ma la tutela del patrimonio non ha bisogno di titoli a effetto, mentre c’è una grande necessità di informazioni sensate se si vuol seriamente contribuire alla salvaguardia dei beni culturali, ovvero di informazioni che non falsino la realtà solo per catturare l'attenzione del lettore.
Perché è assolutamente infondato che si possa cenare, come si è letto in questi giorni, nelle cosiddette “Sale rosse” degli Uffizi. Questo non è mai successo a nostra memoria, né – con le attuali leggi in vigore – mai accadrà.
Nella mia esperienza di Direttore di Orsanmichele posso anzi affermare che non solo il canone di concessione al privato si è riverberato positivamente sul bene perché ha permesso l’effettuazione di lavori di restauro ma, come più volte ho scritto, lo svolgimento di eventi in concessione ha avuto fra le conseguenze anche quella, rara e preziosa, di avvicinare settori di pubblico al bene culturale: cioè di svolgere un ruolo di accrescimento educativo.
Le concessioni temporanee ai privati, ovunque presenti nei musei del mondo, e che oggi qualcuno vorrebbe perfino demonizzare, sono previste per legge e restano in ogni caso sottoposte a precise condizioni di compatibilità e opportunità, di volta in volta, caso per caso, sempre verificate dall'Ufficio statale preposto alla tutela.
Condizione primaria e inderogabile è che le pubbliche fruibilità e accessibilità del bene culturale non vengano in alcun modo ad essere limitate.
Infine, mi sia concessa un’ulteriore precisazione: anche grazie al canone di concessione in uso di alcuni spazi per eventi occasionali, il Polo Museale Fiorentino, oltre a mantenere in perfetta efficienza 24 musei tra grandi e piccoli e intervenire per la tutela di beni altrui (Chiesa, Comune, enti ecc.), non solo non chiede fondi al MiBACT o alla città, ma destina il 20% degli incassi a grandi opere (Nuovi Uffizi) e ultimamente ha erogato un milione di euro per il Polo di Napoli”.

Antonio Godoli

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »