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Lavoro a orario continuato, parte la carovana del no Cronaca

La Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi sollevati da alcune regioni italiane, compresa la Toscana, la liberalizzazione degli orari commerciali ha segnato prepotentemente gli ultimi mesi del 2012 e si proietta nel nuovo anno con scarse prospettive di crescita economica. La risposta non si è fatta attendere ed è pronta la "Carovana per la Befana" che partirà domenica 6 gennaio dal centro commerciale I Gigli di Campi Bisenzio.
Perché? A spiegarlo sono le sigle sindacali riunitesi in Toscana per dare voce ai dipendenti ad orario continuato che non si vedono riconosciuto il diritto al riposo nei giorni festivi dopo la fine della calendarizzazione. "Quando c'era la possibilità di programmare le aperture – spiega Barbara Orlandi di Filcams CGIL – il lavoratore poteva essere volontariamente partecipe del servizio che l'azienda intendeva offrire ai propri clienti, ovvero l'apertura straordinaria mensile. Fino al 2011 ad esempio ci sono stati centri Commerciali aperti una domenica al mese. Adesso non esistono regole. I dipendenti sono costretti a sottostare alle richieste della direzione del personale poiché facilmente ricattabili in virtù di contratti di lavoro variabili, figli della precarizzazione del mercato del lavoro. Pensate che in alcune regioni come Veneto e Lombardia è appena trascorso un dicembre senza limiti con aperture continuate. In Toscana solo il consorzio Conad ha mantenuto aperti i negozi il 26 mattina".
"Aperture che non hanno prodotto nulla in termini di miglioramento lavorativo – continua Orlandi sostenuta da Emanuele Marigoldi della segretaria di CGIL Toscana – nessuna assunzione e turnazione limitata dove non si è potuto contare su un numero consistente di dipendenti".

Negozi sempre aperti dunque, ma le famiglie spendono? Sul tema i dati sono inequivocabili: caduta degli acquisti a fine 2012 e previsioni per i saldi che annunciano un calo del 10% sugli incassi. "E' una falsa rappresentazione della realtà quella che vuol farci immaginare un mondo in cui i negozi sempre aperti significano libertà di spendere sempre. Se i soldi non ci sono – conclude Marigoldi – la vedo dura far ripartire l'economia offrendo gli scaffali pieni ad ogni ora ed ogni giorno dell'anno". Sindacati, veterani nelle lotte per i diritti del lavoro, ma la protesta parte anche dalle nuove generazioni che avvertono l'impossibilità di inserirsi in un meccanismo logoro e riluttante; lo dimostra Diego Blasi portavoce di Assemblea Libertà e Partecipazione che porta avanti le preoccupazioni generazionali sulla Riforma del Lavoro e delle Pensioni incapaci, fino ad ora di lasciare intravedere prospettive, grandi o piccole che siano asfissiando coloro che dovrebbero preparare basi per il proprio futuro ed invece hanno il timore di non farcela, la paura di aver già perso, il desiderio di fuggire per sopravvivere.
"Nessuna assunzione, contratti che non prevedono più premi di produzione o incentivi, incapacità ed impossibilità di opporsi visto che i contratti a scadenza presuppongono una specie di servilismo imperante: fine della qualità" la esprime in questi termini Luca Corsetti di 'Domenica No Grazie' il gruppo Facebook nato per dare voce ai dipendenti del settore del commercio impiegati in tutta Italia.

Ma come si può invertire la tendenza? A Campi Bisenzio è stato fatto un tavolo di concertazione, aperto dai sindacati con le aziende interessate durante il quale sono state discusse le varie situazioni e si è addivenuti ad un accordo tra le parti che non ha valore legale, ma sostanzialmente costituisce un patto per il settore in cui sono state ad esempio fatte salve otto date del calendario: primo dell'anno, Pasqua e pasquetta, il 25 aprile, il Primo maggio, Ferragosto, Natale e Santo Stefano. "E' un buon inizio e l'esempio da seguire" spiegano le sigle sindacali cui si aggiungono anche la Uil Tucs e la Cisl Fisascat.
Proprio Elisa Luppino della Cisl ricorda infine tutto ciò che avviene dietro le quinte dei grandi centri commerciali dove oltre ai dipendenti delle note marche, esistono operatori che svolgo servizi aggiuntivi dalle pulizie alla logistica alla sicurezza che sono categorie ancor più disagiate poiché fuori dall'occhio del pubblico: sono storie che vivono spesso nell'orario di chiusura al pubblico e raccontano ciascuna una vita spesa per il lavoro di donne e di uomini.
Dopo I Gigli la carovana toccherà Figline Valdarno e Firenze (Esselunga del gignoro) per proseguire il viaggio attraverso le grandi realtà del territorio come l'Outlet di Barberino del Mugello.

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