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Api meravigliose: 1.500 danze per comunicare le vie verso i fiori Cultura

Parigi – Sono almeno 1500 le danze utilizzate dalle api per comunicare tra  loro: lo hanno scoperto ricercatori americani impegnati a penetrare nel mistero del linguaggio codificato di questo prezioso insetto. Secondo lo studio degli entomologi dell’Università del Minnesota, di cui dà notizia il quotidiano francese Le Figaro, i movimenti delle api non sono mai dovuti al caso ma sapientemente  dettati da rigide regole.

L’obiettivo delle varie danze è sempre quello di comunicare alle loro compagne dove e come dirigersi per trovare il cibo, cioè fiori, polline, nettare e anche fonti d’acqua.

Si è così scoperto che l’angolo formato tra il loro corpo  e la posizione del sole indica all’insetto la direzione da prendere e che la distanza da percorrere è indicata dai tempi più o meno lunghi delle loro vibrazioni. Questi movimenti permettono alle api bottinatrici di ottimizzare al massimo i 400 spostamenti che effettuano nel corso della loro breve vita per andare a raccogliere il cibo . Le api vivono dai 122 ai 152 giorni.

A  dare le indicazioni sono le api esploratrici che  con una danza circolare fanno sapere alle loro compagne che il “rifornimento” vitale è a distanza ravvicinata, attorno ai 50 metri.  Se invece il volo per arrivare alla meta si preannuncia più lungo,  la danza si trasformerà in forma ottogonale. Altri balli informano se si deve andare in direzione del sole o in quella opposta o invitano a volare a destra o a sinistra rispetto al sole

Le api operaie di vite ne hanno comunque molte, iniziano come “pulitrici” e si occupano di tenere puliti i favi, poi sono “nutrici “e producono la pappa reale, poi “produttrici”  di cera, poi “immagazzinatrici” e ripongono il cibo portato dalle bottinatrici nei favi, poi “guardiane” per impedire l’accesso nell’alveare operaie di altri alveari e infine “ventilatrici” per mantenere stabile la temperatura all’interno dell’alveare e infine bottinatrici, cioè raccoglitrici di cibo e. acqua

Gli entomologi americani hanno studiato per oltre due anni il comportamento delle api con l’obiettivo di cercare di ricreare le condizioni adatta alla sopravvivenza di questo insetto impollinatore, minacciato dal cambiamento climatico e dai pesticidi. Una ricerca della University of British Columbia e del North Carolina State potrebbe ora aiutare a tracciare l’impatto del cambiamento climatico sulla fertilità delle api che producono miele, monitorando gli effetti del calore sulle cellule spermatiche.

L’ape è stata dichiarata recentemente a Londra L'”animale più importante del pianeta”. Il 70% dell’agricoltura mondiale dipende dalle api bottinatrici e dal loro lavoro di impollinazione. Senza il loro contributo le piante non si riprodurrebbero e la fauna sopravvivere. Secondo Il FMI,  il lavoro svolto dalle api vale 500 miliardi di euro all’anno. L’importanza di questo insetto, che ci procura miele, cera, polline, pappa reale e propoli, era ben noto sin dai tempi antichissimi come dimostra una pittura rupestre di 7.000 anni fa scoperta nella grotta del ragno in Spagna.

 

 

 

 

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