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Appalti, clausola sociale in tutte le gare per proteggere il lavoro Cronaca

Firenze – Appalti, una questione tutta da discutere. O almeno, la pensano così Roberto Travagli, della segreteria di Rifondazione Comunista, Federazione di Firenze, e Tommaso Grassi, capogruppo comunale di Firenze riparte a Sinistra, che stamattina hanno presentato alla stampa una mozione diretta ai Comuni toscani.

Di fatto, nonostante le speranze suscitate dalla legge conosciuta come il “nuovo codice degli appalti”, il vero problema, spiega Travagli, deriva dal fatto che le soglie di importo entro cui viene fatto valere sono troppo alte. In particolare per quanto riguarda i Comuni, ad esempio, per gli appalti pubblici di forniture e servizi il Decreto si applica per le gare da 135mila euro in su. Uno snodo che riguarda ad esempio la necessità o meno della presenza della “clausola sociale”, ovvero la clausola che “assicura” la stabilità del lavoro. Un punto che dovrebbe, come spiega Travagli, “andare di pari passo con l’abolizione della regola del massimo ribasso, che tanti guasti ha portato nell’assegnazione degli appalti; non solo sul lavoro, ma anche sulla qualità dei servizi”.

E proprio il “criterio del minor prezzo” continua a venire utilizzato nel nuovo decreto, come si legge all’art.95 lettera 4, che recita : “Può essere utilizzato il criterio del minor prezzo:
a) per i lavori di importo pari o inferiore a 1.000.000 di euro, tenuto conto che la rispondenza ai requisiti di qualità è garantita dall’obbligo che la procedura di gara avvenga sulla base del progetto esecutivo;
b) per i servizi e le forniture con caratteristiche standardizzate o le cui condizioni sono definite dal mercato;
c) per i servizi e le forniture di importo inferiore alla soglia di cui all’articolo 35, caratterizzati da elevata ripetitività, fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico o che hanno un carattere innovativo”.

 

Quanto a quest’ultimo punto, il ragionamento è il seguente: quanto vale risparmiare nell’immediato per poi spendere per riparare i guasti nel medio futuro? “Un esempio calzante – continua Travagli – è l’appalto di mensa scolastica: è chiaro che se si tende al massimo ribasso, il titolare dell’impresa o la cooperativa, per giungere lo stesso a un profitto, proporrà menù adeguati: carne senza controlli di filiera ad esempio, invece di carne italiana di qualità. Ma tutto ciò si pagherà negli anni futuri,. con un aumento dell’obesità infantile o con l’insorgere di patologie anche gravi”. E’ solo un esempio, ma senz’altro funziona su tutto. Senza contare che la maggior parte delle volte il ribasso viene ottenuto con il peggioramento delle condizioni del lavoro e l’erosione dei diritti del lavoratore.

Inoltre, nella mozione si chiede anche di inserire nella formazione dell’atto di gara, “il numero e la qualifica funzionale del personale impiegato nella precedente aggiudicazione”. E per chi non rispettasse la regola,  previste penali pur nel rispetto “delle norme di libera concorrenza e non ostative alla libertà d’impresa”.

In conclusione spiegano Travagli e Grassi, “pur ritenendo ancora e sempre più fermamente sbagliato il modus operandi che vede abusare la pratica dell’esternalizzazione (particolarmente grave in caso di enti pubblici), riteniamo che il decreto legislativo n. 50/2016 e la mozione 161 approvata dal Consiglio Regionale della Toscana il 20 gennaio 2016 diano l’opportunità di fare qualche passo avanti nella garanzia dei diritti dei lavoratori che si trovano a dover vivere una situazione di particolare insicurezza. Tutti e due gli atti, infatti, fanno riferimento all’inserimento della cosiddetta “clausola sociale” nel nuovo codice sui contratti e sugli appalti pubblici”. Ed è partendo da questo, pur piccolo, passo avanti, che il PRC Firenze ha inviato a tutti i sindaci e ai consigli comunali della Provincia la richiesta ufficiale di modificare i regolamenti comunali al fine di prevedere esplicitamente l’inserimento della “clausola sociale” nella gestione degli appalti e le eventuali penalità previste per le aziende che non si dovessero rifare al regolamento aggiornato. A Firenze, la mozione per richiederne l’applicazione la presenterà Firenze riparte a Sinistra. 

Su questi temi, “maratona” il 27 giugno, lunedì prossimo, alla Sale dei Marmi del Parterre, piazza Libertà 12, Firenze. “Si tratta di una giornata in difesa del settore pubblico – spiega Travagli – che, apartire dalle 17,30, vedrà seminari, dibatti, uno stacco con apericena e, alle 21, assemblea cittadina”.

 

 

 

 

 

 

 

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