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Appalti: intesa fra Regione, categorie e sindacati Economia

Firenze – È una firma che riguarda tutto il mondo imprenditoriale. Il protocollo firmato dalla Regione Toscana con Anci, l’associazione dei comuni della regione, le associazioni di categoria (Ance, Confcoperative, Legacoop, Agci, Cna, Confartigianato edilizia) e i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) prevede un sistema che tuteli insieme qualità del lavoro e delle imprese.

“Con questa intesa – ha dichiarato l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli – vogliamo migliorare la qualità dei servizi pubblici erogati, garantire l’occupazione, i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la trasparenza nelle procedure di gara e rafforzare il contrasto ai fenomeni di illegalità e concorrenza sleale a salvaguardia delle imprese che operano nel rispetto dei contratti nazionali e della legge. Con questo atto si premiano sia le imprese che investono sulla qualità del lavoro, sia i lavoratori che vedono migliorare tutele e condizioni di lavoro.”

Il percorso che sfocia nella firma di oggi nasce dalla constatazione, condivisa, dell’importanza del mercato degli appalti, che attiva circa il 5% del PIL regionale e della necessità di adeguarsi ai cambiamenti in corso nel settore, nonché dalla volontà comune di mettere sempre di più al centro la qualità del lavoro e dell’impresa.

“Le gare d’appalto – ha spiegato l’assessore – se non ben regolamentate e gestite, rischiano di trasformarsi in una corsa al ribasso sui costi della manodopera, sui costi della sicurezza e della tutela della salute sul lavoro, ricordiamo che per quanto riguarda i morti sul lavoro, la Toscana si colloca al 7° posto fra le regioni, ed anche in una corsa al ribasso sulla qualità dell’opera e dei servizi messi a gara. Tutto questo, soprattutto in periodi di crisi economica, rischia di mettere ai margini le imprese più corrette e attente alla qualità del lavoro e ai diritti dei lavoratori.”

“Non a caso la firma di questo protocollo – ha continuato l’assessore – arriva adesso, dopo l’approvazione a dicembre del bilancio della Regione, che prevede nel triennio 2019-2021 un miliardo di investimenti, metà dei quali concentrati sul 2019. In tal modo si cerca di rilanciare la nostra economia, che a livello nazionale è giudicata in stagnazione e per taluni addirittura in recessione. Per farlo la leva fondamentale sono gli investimenti e per la Regione essere anche soggetto aggregatore comporta avere la possibilità di procedere a effettuare, a livello toscano, una grande mole di acquisti, ora concentrata sostanzialmente su Consip.”

Fra le alcune novità che introduce l’intesa firmata oggi troviamo concretamente il Durc di congruità, ovvero l’inserimento nel documento di regolarità contributiva (Durc) che deve essere acquisito nella fase di esecuzione del contratto, di una ulteriore verifica della congruità fra numero dei lavoratori dichiarati e versamenti contributivi per contrastare il lavoro sommerso ed irregolare.

Viene poi rafforzata la clausola sociale, che introduce criteri di premialità soprattutto per gli appalti di servizi, per favorire il riassorbimento della manodopera da un’azienda all’altra.

Per favorire la partecipazione delle piccole imprese alle gare viene poi rafforzato l’obbligo a suddividere la gara di appalto in lotti di dimensione adeguata e si introducono premialità per favorirne la presenza nei raggruppamenti di micro e piccole imprese. Nei casi in cui la stazione appaltante decidesse di restringere il numero delle imprese che partecipano alle gare attraverso un sorteggio, si propone di prevedere con una norma regionale la possibilità riservare una quota del 50% ad aziende con sede legale ed operativa in Toscana.

Ma non è tutto. L’Osservatorio regionale sugli appalti si impegna, nell’ambito del rapporto annuale sull’andamento del mercato, a fornire dati relativi ad eventuali situazioni anomale.
Inoltre, si introduce nelle gare il patto di integrità, e si vuole garantire con l’anonimato, la tutela del dipendente pubblico che segnala l’esistenza di illeciti di cui sia venuto a conoscenza.

Dando un’idea dello sviluppo della Toscana, il protocollo è il primo passo per rendere possibile fattualmente queste novità. Il passo seguente esiste nel trasformare il protocollo in nuove norme e linee guida per la realizzazione delle procedure. Bugli ha annunciato la presentazione di una proposta di legge che contiene tutti punti presenti nel protocollo in un mese.

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