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Apparecchio per la cura dell’ittero neonatale donato al Meyer di Firenze Notizie dalla toscana

Grazie all’associazione Amici Del Salviatino Onlus da oggi, mercoledì 10 luglio, la Terapia Intensiva dell’Ospedale Pediatrico Meyer ha potenziato la dotazione di apparecchiature per il trattamento dell’ittero neonatale: la lampada per fototerapia a Led Natus NeoBlue donata al nostro ospedale permetterà terapie rapide ed efficaci in tutti i casi di iperbilirubinemia ed ittero neonatale. Alla consegna avvenuta questa mattina al Meyer erano presenti la dr.ssa Monica Frassineti, Direttore Sanitario dell’AOU Meyer in rappresentanza del Direttore generale; il Generale Mauro Tedeschi, Presidente dell’Associazione con il vice Presidente, Avvocato Matteo Forconi e il Tesoriere dr. Marco Fallani.

La Terapia Intensiva Neonatale (TIN) diretta dal dr. Patrizio Fiorini è un centro di riferimento regionale e nazionale e fa parte del Dipartimento Feto-Neonatale guidato dal prof. Gian Paolo Donzelli. La TIN accoglie fino a 22 piccoli pazienti di età che va dal giorno della nascita ai primi 60 giorni di vita. I piccoli pazienti provengono da tutti gli ospedali della Toscana per patologie di carattere medico, chirurgico e di carattere malformativo e congenito. Così presso la Terapia Intensiva Neonatale è spesso possibile sottoporre i neonati a piccoli interventi chirurgici direttamente nella loro postazione, all’interno delle incubatrici o delle isole neonatali presenti. Al momento della nascita il bambino deve diventare autonomo per tutte le funzioni metaboliche, anche per quelle che durante la vita fetale venivano garantite dalla madre: così la normale distruzione dei globuli rossi, che avviene fisiologicamente tutti i giorni talvolta non trova pronto il fegato del neonato che non è in grado di lavorare alla massima velocità sin dai primi giorni. Ecco allora che alcuni “residui” dei globuli rossi come la bilirubina come non vengono smaltite rapidamente, passano in circolo e nei tessuti e sono la causa del colorito giallo della cute che prende il nome di ittero. Questo fenomeno è molto frequente e secondo alcuni autori interessa fino al 60% dei neonati e dura pochi giorni. Ma in alcuni casi l’ittero può essere molto grave: nei casi in cui il bambino che nasce presenta un gruppo sanguigno “incompatibile” con quello della madre (ad esempio madre con gruppo sanguigno 0 ed un padre con gruppo A, B o AB) . nel neonato si verifica una battaglia tra gli anticorpi della madre che determina la distruzione contemporanea di tanti globuli rossi e quindi una iperbilirubinemia ed un ittero esteso su larga parte del corpo del neonato. E’ soprattutto in questi casi che la lampada per fototerapia, con la sua azione di distruzione della bilirubina presente a livello cutaneo che aiuta il bambino a superare il momento critico, spesso senza bisogno di sottoporlo a terapia farmacologiche o procedimenti più invasivi quali trasfusioni. Nella seconda metà degli anni ‘50’ un infermiera di un ‘ospedale inglese, sorella Ward, osservò che i bambini ricoverati in letti più vicini alle finestre avevano una guarigione dall’ittero più rapida. L’azione della luce solare determina infatti la distruzione di alcuni legami chimici nella molecola della bilirubina e pertanto aiuta i normali meccanismi di detossificazione del fegato. Così a partire dagli anni’60 furono studiate numerose soluzioni tecnologiche per sottoporre ad una terapia con la luce (dapprima bianca, poi verde ed oggi blu) i neonati con ittero e man mano che la tecnologia si è evoluta sono stati introdotti sul mercato nuovi prodotti, sempre più efficaci ed ergonomici

La lampada donata dall’Associazione Amici del Salviatino è una lampada a led di ultima generazione, composta da un pannello a LED che ha quindi il vantaggio di emettere una luce sempre uguale, di lunghezza d’onda definita e costante, compresa tra 400 e 550nm (piccotra450-475nm). Questo intervallo corrisponde allo spettro d’assorbimento di luce della bilirubina ed è perciò considerato essere il più efficace per la sua degradazione. La gestione elettronica dell’emissione di luce permette l’utilizzo di una potenza sempre controllabile ed una maggiore rapidità nell’efficacia della terapia, senza i rischi delle lampada di vecchia generazione: siccome i LED non emettono, in pratica, radiazioni UV non esiste nessun pericolo di esporre il neonato a radiazioni UV. La luce a LED inoltre non è accompagnata da razione infrarosse, quindi anche nei trattamenti prolungati la sorgente di luce resta sempre fredda ed anche la temperatura del neonato è sempre sotto controllo, non aumenta la sua sudorazione e pertanto non c’è bisogno di idratare il bambino La disponibilità di numerosi controlli elettronici permette sulla lampada Neoblue prodotta dalla Natus il monitoraggio attento di tutti i parametri importanti durante la terapia. (com)

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