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Appello della Garfagnana contro allarmismo sisma Cronaca

A lanciare l'appello sono il presidente del Gal Garfagnana Luigi Favari e presidente dell'Unione Comuni Garfagnana Mario Puppa: "il problema di uno sciame sismico nei mesi di economia turistica e il facile allarmismo sta mettendo in crisi tutto il settore". In Garfagnana vengono lamentati danni a comignoli, antiche mestaine, chiese e qualche vecchio muro o solai di case abbandonate o mai ristrutturate – spiega la nota di Garfagnana Futura che li ha intervistati -.  Nessun cittadino in pericolo di vita e le autorità in prima linea a lavorare per la sicurezza di tutti. In Garfagnana da oltre 30 anni si affronta la questione del rapporto tra il territorio e il terremoto, lavorando in un crescendo di iniziative atte a prevenire". Favari e Puppa illustrano i fattori che consentono in Garfagnana una razionale e sicura convivenza delle popolazioni e delle loro attività con la sismicità naturale del territorio. L'efficienza della macchina dell'emergenza, con strutture mezzi e uomini, la sua rapidità d'intervento, all'interno del Piano Intercomunale di Protezione civile, l'efficacia della prevenzione anti-sismica in Garfagnana, divenuta centro di sperimentazioni e maxi esercitazioni, teatro di progetti e investimenti pubblici per l'adeguamento antisismico degli edifici, fin dagli anni '80. In particolare il progetto Terex (Tuscany Earthquake Relief  Exercise), ha portato nel 2010 un'esercitazione internazionale di Protezione civile, dal 25 al 28 novembre, in Garfagnana e Lunigiana, con simulazione di un scossa di terremoto con epicentro tra i due territori montani, nella quale furono coinvolte quattro Province toscane: Massa- Carrara, Lucca, Pisa e Pistoia.  "Certo molto ancora si deve fare, ma di fronte ad una forte scossa come quella di magnitudo 5,2 – conclude la nota – , si può affermare che il sistema Garfagnana ha retto egregiamente".

“Stiamo affrontando con intelligenza e professionalità – ha affermato Luigi favari – l’emergenza del terremoto come pochi sanno fare. In Garfagnana la macchina è operativa in pochissimi minuti e centinaia di volontari sono pronti con mezzi e attrezzature in brevissimo tempo. Siamo bravi e ci meritiamo che questo venga riconosciuto ma ora la questione va incentrata sui danni che tanto clamore sta facendo lo sciame sismico. Dobbiamo adoperarci tutti affinché oltre al danno della paura che incute l’evento, non ci sia la beffa per una stagione deserta. La Garfagnana è terra in buona parte sicura e tanto si sta facendo ogni giorno per migliorare le strutture e gli edifici. Ovviamente poco si potrebbe fare di fronte ad un cataclisma, ma su quello come è ben comprensibile, pochi possono fare qualcosa. Fukushima insegna che anni di prevenzione nel momento di un sisma di magnitudo 9 accompagnato da un maremoto, possono perdersi in pochi secondi. Per questo in Garfagnana lavoriamo ogni giorno a rodare e render sempre più efficace la macchina dell’emergenza e al contempo proseguire verso la prevenzione. Oggi però il messaggio che voglio dare – conclude Luigi Favari – è quello di evitare facili allarmismi che potrebbero danneggiare il turismo della valle”.

Mario Puppa aggiunge: “L’Unione Comuni Garfagnana gestisce il Centro Intercomunale di Protezione Civile, una struttura all’avanguardia concentrata in un’unica area, in posizione strategica e ben servita dalle vie di comunicazione, in cui si integrano Forze di Polizia, Vigili del fuoco e Struttura operativa dell’Unione, con uomini e mezzi operativi 24 h su 24. Il Centro ospita un’avio-superficie per l’atterraggio e il decollo degli elicotteri anche in notturna. Questa dotazione di strutture e mezzi si avvale di un gruppo tecnico – operativo che risponde con rapidità, in tempo reale, a interventi di lieve entità in qualsiasi Comune del territorio. Secondo un preciso Piano Intercomunale di Protezione Civile la struttura è capace di fronteggiare in maniera efficiente anche emergenze più gravi come il terremoto di questi giorni.
Per tutto questo la Garfagnana è stata al centro di sperimentazioni e di maxi esercitazioni che hanno portato alla creazione di un vero e proprio ‘modello Garfagnana’. Un’eccellenza nella gestione della Protezione civile a livello locale che si è confrontata con le realtà di tutt’Italia nelle attività di soccorso. L’aver riconosciuto a livello nazionale il “modello Garfagnana” ha ripagato gli sforzi dei Comuni che hanno lavorato insieme negli ultimi decenni.  Ma non solo. La Garfagnana ha fatto della prevenzione antisismica una delle priorità del suo sviluppo. Fin dagli anni 80  sono stati avviati investimenti per interventi su edifici pubblici ‘strategici’. A questi sono stati affiancati nel tempo ingenti incentivi pubblici per interventi su edifici privati. Investimenti significativi atti al miglioramento sismico delle strutture in modo da evitare danni in caso di un evento sismico. Proprio per questa attività di prevenzione – ha concluso Mario Puppa -, da oltre 30 anni, il nostro territorio è in grado si sopportare un attività sismica che in altre zone d’Italia avrebbe causato danni ben più significativi.”

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