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Appello di Riccardo Nencini al console cinese a Firenze Notizie dalla toscana, Società

Nella giornata di ieri, 28 febbraio, gli  impiegati di Equitalia, accompagnati dalla polizia municipale, si sono recati in alcune aziende pratesi per riscuotere le tasse non pagate. Già a gennaio a Prato furono recuperati, mediante i controlli fiscali nelle aziende gestite da cittadini orientali, 500.000 euro. Grazie alle verifiche di ieri, invece, sono state sequestrate 9 auto di grossa cilindrata, mobili e macchine da lavoro per un totale di 416.000 euro che non erano stati pagati al fisco. Per non vedersi sequestrare il mezzo, una Mercedes, un cittadino cinese ha addirittura anticipato un assegno da 30.000 ad Equitalia. Dopo questi ultimi episodi l’assessore regionale alle Riforme ed al Bilancio, Riccardo Nencini, ha chiesto al console cinese a Firenze, Zhou Yungi, di aiutare le istituzioni a combattere i fenomeni di illegalità diffusi nel distretto cinese di Prato. Per contrastare il lavoro nero, la presenza di clandestini, il mancato pagamento delle tasse ed il mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, ha spiegato Nencini, serve una sempre più stretta collaborazione fra istituzioni toscane e rappresentanze consolari cinesi sul territorio. «Non tutti i cinesi che lavorano in Toscana – ha dichiarato l’assessore regionale – vivono nell’illegalità. Ma l’illegalità è diffusa. Abbiamo la riprova ad ogni controllo». «Facciamo dunque insieme maggiore informazione sulle norme fiscali, ma non limitiamoci a questo. Il console cinese – ha concluso – sieda con noi al tavolo operativo di lotta all’evasione fiscale e alla illegalità. Ci aiuti a contrastare il fenomeno della clandestinità e a identificare i fenomeni di larga illegalità, che gettano discredito sull’intera comunità cinese che vive nella regione».

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