energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Apple rilascia iBooks Author e rilancia l’editoria online: sarà una nuova rivoluzione mediatica? Internet

Non sono tutte rose quelle che fioriscono sui meli di Cupertino – allegoria botanica poco credibile infatti – e vi spiegherò perché.
iBooks Author, nasce come applicazione MacOs X: di primo acchito assomiglia molto a Pages (l’editor di testi per i sistemi portatili e non, della Apple)  o applicazioni per presentazioni tipo KeyNote o PowerPoint, con la facilità di uso e la resa tipici della Mela.
La presentazione dell’applicazione evidenzia come questo strumento sia efficace per creare libri di testo, dispense, racconti o romanzi: in pochi passi aiuta a confezionare il tutto come “volumi”. I volumi possono essere pubblicati su iBookstore. L’Apple Store ha di fatto subito un upgrade con un ampio spazio dedicato ai libri.
Secondo il CEO dell’Apple Tim Cook, iBooks Author "reinventa i libri di testo". La strategia principe riguarda il mercato dell'educational ed è pensata soprattutto per studenti e insegnanti. Tuttavia ogni utente può diventare editore di se stesso.
C’è una piccola postilla, non visibile o intuibile alla prima lettura delle specifiche dell’applicazione, ma che costituisce un pesante “contro” di questa presunta rivoluzione mediatica.
Molti, come il blogger Dan Wineman, hanno fatto notare come gli eBook di iBooks Author hanno solo due modalità di distribuzione: se si tratta di un’opera gratuita, l’autore può usare i mezzi di distribuzione che preferisce; se è un’opera a pagamento potrà venderla solo tramite lo Store Apple.
Non è una scelta totalmente ingiusta. E’ chiaro che Apple, mettendo a disposizione gratuitamente un mezzo potentissimo, cerca in questo un guadagno. E’ la filosofia dai primi tempi d’iTunes. Il fatto però ha un cavillo etico non indifferente: alla fine non è solo il prodotto a essere a pagamento, lo sono anche gli effetti del prodotto.
Mettiamo che un “neofita” scrittore risulti, all’atto della sua prima pubblicazione con iBooks, un grandissimo romanziere : la sua opera prima rimarrebbero vincolata alla Apple e venduta sempre per due euro o poco piu’. Vabbene, mi direte, forse poi l’autore si svincolerebbe. Non è una cosa chiara il fatto che scaricare iBooks non presupponga la firma di alcun contratto EULA: l’app si scarica dall’Apple Store ma non compare mai un rimando dell’utente ad una conferma dell’”agreement” fra le parti.
E’ il principio che conta. Non è lontana l’idea di un appiattimento economico dell’editoria, con modi ancora più forti di quelli attuali dovuti alla diffusione degli e-book. Senza garantire diritti più umani agli autori Apple genera fra l’altro una situazione che apre sempre più il campo alla pirateria, così com’è stato per la musica.
Basterebbero delle strategie più “gratificanti” per gli autori da parte dell’Apple, per sostenere davvero che quella della Mela di Cupertino è una rivoluzione. E ciò contribuirebbe sicuramente e sconfiggere la pirateria (a tal riguardo vi rimando all’articolo Pete Townshend: iTunes è un vampiro digitale).
Buona scrittura. “Adelante, Pedro, con juicio”.

menutxt.jpg

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »