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“Saharawi: un popolo dimenticato”, mostra di Silvana Grippi Foto del giorno

Firenze – Oggi, venerdì 5 febbraio, nell’ambito dell’iniziativa  “Il muro di sabbia – 40 anni di esilio per il popolo Saharawi”,  organizzata dalll’Associazione Onlus “Comitato Selma” in collaborazione con il Comune di Firenze – Quartiere 2, verrà esposta la mostra fotografica “Saharawi: un popolo dimenticato” di Silvana Grippi.

Al fianco delle iniziative in programma a villa Arrivabene (piazza Alberti) si potranno infatti ammirare le foto che Silvana, dell‘Equipe Fotografica DEApress, ha scattato durante alcuni dei suoi viaggi nel Sahara Occidentale e nei campi profughi saharawi.

La mostra, con i suoi indimenticabili volti e paesaggi che raccontano di un popolo dimenticato ma che non ha mai smesso di lottare, è anche uno degli innumerevoli “saggi” della maestria di una donna, Silvana Grippi, che rappresenta forse una delle ultime, autentiche “voci” libere di un fotogiornalismo che utilizza l’immagine per indagare a fondo su questioni socio-politiche spesso dimenticate o rimosse dalla coscienza ufficiale. Una professionalità che si esplica soprattutto nel “viaggio”, vale a dire in quella ricerca che vede il materiale d’indagine in presa diretta, lungo percorsi reali. Modalità che l’hanno condotta nelle zone calde in particolare del Mediterraneo (di cui è grande interprete) a scrutare con la sua implacabile macchina fotografica nel profondo di storie, eventi, accadimenti. Grippi, con la forza dell’immagine, riesce a trasformare le sue mostre non solo in grandi esempi di arte e competenza professionale, ma soprattutto in spietati atti d’accusa verso politiche internazionali che si trasformano spesso in ciniche “sistemazioni”  lasciando consumare nel silenzio tragedie di interi popoli e culture. Condannandole non solo all’oblio, ma anche a una probabile scomparsa.

Illuminanti, per quanto riguarda il senso profondo del lavoro di Grippi, le sue parole: “Fotografare è sempre un rapporto di empatia con l’immagine. Ogni fotografo/a è un ricercatore con una personalità unica, diverso/a per caratteristiche sociali, culturali, ambientali ed altro ancora. Un percorso con continue scelte cui solo in solitudine dai spiegazioni. 
La fotografia è anche scelta involontaria che vive poi nella scena della tua vita e se “altri/e” si riconoscono vuol dire che stai percorrendo la strada giusta. Non chiedetemi perché ho iniziato, non posso rispondere, ma sono sicura che non certamente per autoaffermazione. Ora ho più chiara una cosa: fotografare è anche divulgare conoscenza”.

L’evento si tiene a Villa Arrivabene, piazza Alberti, 1/a, Firenze.

Programma:

ore 17,30 presentazione del libro di Giulio di Meo: “Il deserto intorno”
Partecipano: il presidente del Quartiere 2 Michele Pierguidi, il rappresentante saharawi in Italia Omar Mih, la professoressa Maria Stella Rognoni, docente di Storia e Istituzioni all’Università di Firenze, Amparo Barrera, Fondazione R.F. Kennedy.

ore 20 Break

ore 21 Un Popolo e il Deserto, spettacolo di immagini e letture a cura di Cecilia Trinci
Lettore Simone Rovida
Immagini Jacopo Merlini e Elena Mondovecchio
Produzione Archètipo

 

 

 

 

 

 

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