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Aprire nuovi bar e ristoranti al centro storico. Ora si può Cronaca

Via libera a nuovi bar e ristoranti in centro, ma con regole più stringenti a tutela del paesaggio. Il blocco all’apertura di nuovi locali pubblici nel centro storico  in vigore da 3 anni e mezzo (stabilito dalla Giunta Domenici, poi prorogato da Renzi) è incompatibile con le liberalizzazioni varate dal nuovo governo. Così il vicesindaco Dario Nardella porterà in Consiglio Comunale lunedì prossimo il decreto di modifica del Piano di somministrazione. «Non sarà prorogato il divieto di aprire locali di somministrazione, scaduto a Febbraio – ha confermato Nardella stamane all’incontro con la stampa – Ci siamo resi conto che il blocco favoriva la rendita, generando un surplus fino a 300 mila euro per acquistare un’attività in centro, e la mancanza di concorrenza faceva lievitare i prezzi. Dunque diciamo si alle liberalizzazioni, ma con alcune deroghe per la tutela del patrimonio Unesco». Al momento esistono nell’area Unesco 765 locali di somministrazione, 930 nel resto della città, per un totale di 1700 imprese. Pe loro non cambierà nulla, se non per quanto riguarda il divieto di esporre all’esterno offerte promozionali che invitano a consumare alcolici, del tipo “Bevi 3 e paghi 2” (multe fino a 500 euro previste per chi contravviene). Nei nuovi locali lo spazio destinato alla clientela dovrà occupare non meno del 60% della superficie totale dell’unità immobiliare (nella versione precedente era il 40%). La percentuale di superficie adibita a magazzino passa dal 5 al 7%  e anche i locali più piccoli con superfici inferiori a 250 metri quadrati dovranno prevedere un’area anche minima per lo stoccaggio dei rifiuti per limitare l’impatto esterno delle attività. Infine, norme per limitare i dehors, ovvero gli spazi esterni dei locali, che potranno ricoprire una porzione di suolo pubblico pari al massimo al 50% della superficie interna, «per combattere un fenomeno crescente secondo cui con un buco di 10 metri quadrati si occupano 50 metri di strada pedonale con sedie e tavolini». Norme finalizzate ad «impedire che si aprano locali pubblici in dei bugigattoli» e che non toccano le attività già esistenti. «Queste norme valgono solo per i locali di nuova apertura, per quelli che si trasferiscono in centro e per quelli che fanno interventi di manutenzione straordinaria, con ampliamenti superiori al 15% – ha specificato Nardella – Abbiamo calcolato facendo delle proiezioni che con l’insieme di queste regole non sarà possibile aprire locali in spazi inferiori a 35-40 metri quadrati in condizioni ottimali di suddivisone dei volumi».  Permangono i tutto il centro storico il divieto di aprire Fast-food e Self service, tranne che alla stazione di Santa Maria Novella per venire incontro alle esigenze dei viaggiatori, ed il divieto assoluto di aprire qualsivoglia attività di somministrazione a Ponte Vecchio. «Deroghe alle liberalizzazioni motivate dal superiore interesse di tutelare un patrimonio unico» conclude il vice sindaco, che oggi pomeriggio sostituirà nella riunione di giunta il sindaco Renzi, volato ad Istanbul. Per l’area Unesco verrà istituito infine un Osservatorio per monitorare  e “georeferenziare” le attività e raccogliere reclami su eventuali disagi o disturbi ai residenti.

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