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Archeologia in lutto. È morto Giuliano De Marinis Cronaca

Si è spento a 64 anni Giuliano De Marinis, apprezzato archeologo e studioso dell'Antichità, che pressoché per tutta la vita ha dedicato anima e corpo al recupero e allo studio dei beni culturali della nostra storia.

I grandi interventi – Quella di De Marinis è stata una lunga carriera, cominciata sui banchi del liceo classico e andata avanti con importanti successi professionali fino alle importanti nomine alla Soprintendenza Archeologica della Toscana prima, e a quella marchigiana poi. Tra i suoi progetti più riusciti e di maggior prestigio si ricordano le opere di restauro sui Bronzi di Riace, sul
Frontone di Talamone, sul Sarcofago degli Sposi del Louvre e sui Bronzi dorati di Pergola.

La formazione e la carriera in Toscana – La devozione con cui De Marinis ha sviluppato le sue competenze nel campo archeologico rimarrà per sempre assieme al suo ricordo. Dopo la maturità classica e la laurea in Etruscologia conseguite a Firenze, si è concentrato come ricercatore del Cnr sulla topografia storica, specialmente quella etrusca, una delle più affascinanti e misteriose materie di studio per tutti gli addetti ai lavori. In Toscana aveva diretto numerosi scavi e ricerche, relativi
ad ogni epoca storica, con particolare riferimento all'archeologia urbana (scavi a Firenze in Piazza della Signoria, protrattisi per circa un decennio). A seguito di questi, era stato nominato direttore del Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica di Firenze

Nelle Marche – Dal 1995 De Marinis era il soprintendente ai Beni Culturali per la regione Marche, incarico che lo ha visto in prima linea per la nascita del Museo Archeologico Nazionale di Ancona. Nella veste di diretto il laboratorio di restauro della stessa Soprintendenza, De Marinis si è lungamente applicato per un suo potenziamento strutturale, giunto al culmine con l'acquisto di apparecchiature scientifiche all'avanguardia, tra le quali una camera radiografica, unica nelle Soprintendenze italiane oltre a quella di Firenze. I marchigiani appassionati di Antichità ricorderanno la sua figura per la riorganizzazione della rete museale regionale, sia per quanto concerne i musei statali che quelli civici.

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