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Archeologia: sotto la moschea di Mosul un sontuoso palazzo assiro Cultura

Parigi  – Non tutto il male viene sempre per nuocere: è quello che si stanno dicendo gli archeologi tedeschi che sotto le rovine di una moschea di Mosul, l’antica Ninive, stanno riportando alla luce un fastoso palazzo assiro che ospitava una imponente sala del trono lunga 55 metri.

Rimaste per secoli dimenticate e inaccessibili queste prezioso rovine della capitale assira sono tornate alla luce paradossalmente grazie alla furia distruttrice di Daesh.  La moschea che ospitava la tomba di Giona, profeta venerato anche dai musulmani, era stata fatta saltare in aria con l’esplosivo nel 2014 assieme a molti altri siti archeologici della città irachena.

Nel saccheggiare poi la moschea,  popolare meta di pellegrinaggio islamico,  i jihadist avevano poi scoperto un lungo passaggio sotterraneo che li aveva portati alle rovine assire.

Archeologi dell’Università di Heidelberg seguendo le orme degli islamisti per strette gallerie e cunicoli sono cosi` arrivati alle rovine del palazzo che risale al VII secolo aC.  L’edificio, che aveva iniziato a costruire  dal re Sennacherib per conservare i tesori,  si era poi trasformata negli anni 680-669 a.C. da suo figlio Assarhaddon che grazie alle sue vittoriose battaglie si era procurato i  mezzi per farne una fastosa reggia dalle dimensioni impressionanti.

Nonostante Ninive fosse stata distrutta da Babilonesi e Medi, il palazzo ritrovato é ancora in grado di dare un’idea del suo fasto e delle sue dimensioni. Gli studiosi tedeschi, riporta oggi il quotidiano le Figaro hanno calcolato che la reggia misurava 450 metri di lunghezza e dai 2 a 300 metri di larghezza. Nella sala del trono, la più grande dell’impero assiro mai ritrovata,  circondato dalla sua corte, riceveva i suoi visitatori su una piattaforma alta 5 metri. Gli scavi, che dovrebbero durare ancora 5 anni, hanno riportato alla luce la porta  del palazzo, custodita da rilievi di tori alati. Del palazzo se ne aveva da tempo anche perché testi assiri  riportavano come Assarhaddon  avesse fatto decorare la sua reggia con legni pregiati, avorio e oro.  Secondo gli esperti la struttura sarebbe stata danneggiata nel 612 quando una colazione medo-babilonese aveva saccheggiato la piana di Ninive messo fine alla dominazione assira.

Gli archeologi, ora rallentati dall’epidemia di Covid 19, sono impegnati in una corsa contro il tempo. Hanno infatti solo 5 anni per far rivivere la reggia e capire come e quando le sue rovine siano state ricoperte dal tempio islamico, eretto  sulla collina artificiale di  Nebi Yunus,  ora nella periferia della martirizzata  Mosul.  Gli iracheni hanno infatti deciso di ricostruire  la il santuario che ospitava, secondo la leggenda, i resti di Giona, il profeta minore venuto a Ninive per avvertirne gli abitanti della collera di Dio da secoli onorato  da ebrei, cristiani e musulmani.

 

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