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Archeologia: visita al cavallo greco con restauratore Cultura

Firenze – E’ l’ora dei bronzi ellenistici, etruschi o romani che siano. Le testimonianze di un’arte bellissima ma in materiale così appetito in tempi di guerra e di bisogno di metalli,  che i reperti rimasti sono relativamente pochi, al punto che James Bradburne della Fondazione Strozzi paragona la mostra Potere e Pathos – bronzi del mondo ellenistico che verrà inaugurata il 14 marzo a Palazzo Strozzi a una esposizione dei preziosi quanto rari Vermeer.

Intanto godiamoci sicuramente la più bella scultura in bronzo che possiedono le collezioni fiorentine: la testa di cavallo Medici Riccardi conservata al Museo archeologico.  Dal momento del suo misterioso ritrovamento, chissà da quale scavo, l’opera era stata usata prima come modello per gli artisti nel giardino di Lorenzo il Magnifico, poi ha fatto da fontana nel palazzo Medici Riccardi, quando l’acqua probabilmente le usciva dal ciuffo sulla testa, per cominciare la sua carriera espositiva agli Uffizi prima di condividere il domicilio con la Chimera e l’Oratore.

Qui, al secondo piano, per altri venti giorni potrà essere ammirata dai visitatori mentre viene restaurata da Nicola Salvioli. Il “cantiere aperto” ne aumenta il fascino grazie all’interazione con chi la sta liberando dalle ultime incrostazioni di calcare e da tutte quelle sostanze che sono state usate in secoli di storia del restauro. Salvioli sta utilizzando sostanze non tossiche e strumenti particolarmente adatti per questo tipo di materiale che è già stato oggetto di intervento. “Sta emergendo una patina d’oro più ampia di quello che avevamo immaginato”, dice il restauratore.

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Ma il fascino di questa “protome” del IV secolo a.C. (intorno al 350) scolpita sicuramente da uno dei più grandi artisti di età tardo classica, considerata la grande bellezza sta anche nelle domande che suscita. Non si sa se la scultura fosse completa, ma le linee della testa consentono di ricostruire la posizione dinamica del movimento dell’animale: il cavaliere sta tirando il morso, e il collo si piega verso l’alto come di fronte a un ostacolo o nel  momento dell’attacco in battaglia. La criniera a spazzola fa pensare a un war horse dell’epoca.

Se c’era bisogno di un’immagine simbolo per questo 2015 che sarà per Firenze l’anno di archeologia, questa testa è una scelta magnifica. Oltre alla mostra di Palazzo Strozzi, è in programma un’esposizione di “Piccoli Grandi Bronzi. Capolavori greci, etruschi e romani delle collezioni mediceo-lorenesi” (170 pezzi  fra 10 e 60 centimetri conservati all’Archeologico). In agosto si svolgerà una grande convegno con i più importanti egittologi italiani e stranieri.

Insomma l’archeologia torna protagonista di un nuovo episodio della collaborazione fra soprintendenze, musei e Fondazioni , fra cui quella non profit Friends of Florence che ha finanziato il restauro del cavallo.

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