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Architetti a Firenze per studiare lo stato di salute delle città Cultura

Firenze – Un cannocchiale puntato sullo stato di salute delle città europee nei prossimi vent’anni. È Our Cities, la rassegna internazionale d’architettura organizzata da Itinerant Office, Ordine e Fondazione degli Architetti di Firenze che sarà ospitata dal 22 al 25 ottobre alla Palazzina Reale di Santa Maria Novella. Saranno quattro giorni di incontri e dibattiti aperti al pubblico, tavole rotonde multidisciplinari e laboratori pratici in cui verrà studiato il futuro dello spazio urbano, le trasformazioni che i centri abitati attraverseranno per rispondere alle nuove esigenze della società che cambia e le urgenze dettate dalla crisi economica globale.

L’iniziativa, presentata stamattina dagli organizzatori insieme all’assessore Lorenzo Perra, si inserisce nell’agenda culturale dell’associazione New Generations, approdata lo scorso anno a Firenze con il festival Futurology, fotografia sull’architettura under 40 e le sue prospettive. Come in quell’occasione, ad aprire la kermesse, giovedì 22, sarà un workshop riservato agli studenti universitari e ai neolaureati chiamati a ripensare le funzioni di un luogo simbolo della città, Piazza Vittorio Veneto, crocevia tra il centro storico e la periferia, porta d’ingresso del Parco delle Cascine. Ne nascerà un progetto di riqualificazione vero e proprio che sarà presentato nel corso della manifestazione.

Il workshop, aperto a ogni disciplina, verrà seguito da Space&Matter, giovane studio di architettura di Amsterdam tra i più apprezzati d’Europa, e da Michele Ferretti, esperto in mapping e data visualization, che seguirà le fasi di analisi. Venerdì 23 alle 18.00 sarà la volta dell’inaugurazione delle attività aperte al pubblico, che proseguiranno fino a domenica 25. Il calendario prevede 15 presentazioni frontali dal titolo Hashtag City, affidate ad altrettanti studi d’architettura in arrivo da otto paesi diversi, chiamati a illustrare in dieci parole chiave – scelte da ognuno di loro – le città di domani. “Il format – ha detto Tommaso Rossi Fioravanti, presidente della Fondazione Architetti di Firenze –  vuole essere anche un aiuto ai giovani architetti per aprirsi alla progettazione europea”.

Quattro le tavole rotonde in programma, animate da una trentina di ospiti internazionali tra architetti e professionisti di altri settori. Plural City discuterà dell’impronta multidisciplinare del progetto, delle figure e dei ruoli centrali nella definizione degli spazi urbani. All’incontro Tool City si parlerà invece degli strumenti a disposizione, mentre il dibattito Urgent City affronterà le principali urgenze di oggi e di domani. La tavola rotonda conclusiva (R)evolution City, infine, riassumerà le tematiche affrontate nelle precedenti sessioni. Particolare attenzione, nel corso dei dibattiti, sarà dedicata ai nuovi modelli sostenibili basati sulla partecipazione dei cittadini, il miglioramento della qualità urbana e la riattivazione di spazi da riqualificare.

Parole, professioni e strumenti: i temi al cuore di Our Cities nascono da tre domande che Itinerant Office ha posto all’attenzione di una selezione di architetti internazionali, ai quali è stato chiesto di proporre una serie di “hashtag” per creare un nuovo vocabolario per il futuro delle città europee, di indicare quali fossero i principali “protagonisti” delle trasformazioni urbane (mestieri vecchi e nuovi) e di descrivere, infine, gli “strumenti” a disposizione per comprendere, definire e anticipare i cambiamenti di una città. Egidio Raimondi, presidente dell’ordine degli Architetti di Firenze: “Ci troviamo di fronte a nuove realtà. L’esodo dei migranti, le aree dismesse, i cambiamenti economici e climatici sono temi che riguardano tutta Europa. Da qui nasce il nostro interesse al confronto”.

Firenze ne è toccata in prima linea, con un grande cambiamento che riguarda e riguarderà molti “contenitori”, dall’ex Teatro Comunale a Sant’Orsola, ai locali dell’ex Cassa di Risparmio di Via Bufalini alla Manifattura Tabacchi, ma anche zone periferiche da cui nascono le richieste di riconversione più urgenti. Lo ha ricordato l’assessore Perra. “Ci troviamo di fronte a richieste di cittadini sugli spazi vuoti e purtroppo gran parte delle cose che potrebbero essere fatte si scontra con dei vincoli. È un punto su cui riflettere, perché la città che vorremmo potrebbe non corrispondere alla città che verrà. Per questo stiamo lavorando alla creazione di regole che consentano di accogliere più proposte possibile. Riuscire a portare a casa almeno 40 dei 70 punti del regolamento urbanistico vorrebbe dire ripopolare gran parte degli spazi vuoti della città, abbandonati o sfitti. È con questo approccio, di natura razionale e pragmatica, che l’amministrazione seguirà gli incontri di Our Cities; per avere un’ispirazione in più e poter programmare meglio”.

Foto: futurewewant.org

 

 

 

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