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Archivi, la Rete di Pistoia mette online i documenti Cultura

Pistoia – Restauro e digitalizzazione di documenti rari e pregiati: presentato a Pistoia lo stato lavori dei progetti per la cultura finanziati dalla Fondazione Caript a favore della rete Redop.

La prima cosa da fare è presentare Redop (acronimo per Rete Documentaria della Provincia di Pistoia). Si tratta di una compagine cooperativa attiva dal 2001 nel territorio pistoiese, e regolata con l’adozione di una convenzione sottoscritta in origine da Comuni, Archivio di Stato, Diocesi e Provincia, sempre di Pistoia. Con gli anni si è allargata a molti altri soggetti, anche di diversa natura istituzionale, fino a contare oggi 72 entità fra biblioteche di istituti scolastici, archivi privati, biblioteche e archivi di associazioni, istituzioni e fondazioni.

Possiamo definirla, in poche parole, una rete a cui pian piano si sono… ristrette le maglie, perché i pesciolini di minore pezzatura ci restassero presi: detta così potrebbe sembrare che si stia parlando di una trappola, invece non lo è. O, per lo meno, non lo è nel senso che si è soliti attribuire a questo termine perché in effetti una trappola lo è, ma solo per pescare cultura.

È una rete di cooperazione, quindi, che lo scorso anno ha portato tanti bei soldini per due progetti – “Identità e memoria” e “Le radici e le ali” – finalizzati alla catalogazione, restauro e digitalizzazione dei documenti presenti nelle diverse unità che vanno a comporre la rete, e che hanno trovato il favore della Fondazione Caript.

La Fondazione ha garantito un finanziamento complessivo di € 99.000 (di cui 47.000 per Identità e memoria e 52.000 per Le radici e le ali), assecondando un impegno che rientra nei profili di intervento della Fondazione, che come ha spiegato il Presidente Lorenzo Zogheri è impegnata nella conservazione del patrimonio culturale e artistico: impegno a suo parere ancor più valorizzato dalla digitalizzazione prevista nel progetto perché «Può molto contribuire all’accessibilità ai beni culturali, sia da parte di esperti e di addetti ai lavori che da parte del pubblico più ampio», nella convinzione che la riscoperta del territorio passi anche attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale che ne è parte integrante.

Capofila di Redop è il Comune di Pistoia, per il quale il Sindaco Alessandro Tomasi ha ricordato come l’idea vincente sia quella che sottostà al concetto di rete: vale a dire che solo insieme si possono ottimizzare i progetti e trovare le risorse. La digitalizzazione è un passo naturale nel processo di cambiamento, che consentirà di poter fruire al meglio delle opere, che appunto nella versione digitale «Saranno disponibili online, offrendo un’occasione unica di accesso a documenti così rari e preziosi. Tutto questo è reso possibile dalla collaborazione di numerosi enti, tra i quali la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.» Ecco la chiave che definisce vincente l’idea della rete, il sedersi a un tavolo comune e concordare le strategie migliori per la città.

La Provincia è un altro dei soggetti cardine di questa cooperazione: ha svolto e continua svolge un ruolo fondamentale, e il Vice presidente Gabriele Giacomelli – Consigliere al Comune di Quarrata – ha aggiunto l’apprezzamento sulla digitalizzazione riguardo ai censimenti della popolazione, patrimonio essenziale da trasmettere alle generazioni future. Non ha tralasciato di ricordare che la Provincia e i Comuni componenti il tavolo permanente della cultura hanno collaborato attivamente, andando anche oltre i due progetti dei quali si è parlato, un’esperienza da consolidare perché: «Alimentare le reti di collaborazione fra enti può solo portare ad avere tutti risultati maggiori.»

Gli ha fatto eco il Sindaco Tomasi, rivendicando con orgoglio come la Provincia di Pistoia abbia “disobbedito” alla riforma del 2014: «Poteva tranquillamente arrendersi a questa, invece è rimasta sulla linea già tracciata – condivisa dagli Assessori dei Comuni – proseguendo l’impegno in favore della cultura», affermazione che ha trovato conferma nelle parole di Giacomelli «Non abbiamo mai avuto dubbi su questo, anzi ci siamo anche impegnati per mantenere nel proprio ruolo le persone che per la cultura già lavoravano, professioniste preparate, altamente competenti.»

Il progetto “Identità e memoria” si è già concluso, ma la digitalizzazione continua con “Le radici e le ali”: la Casa Museo Sigfrido Bartolini per due importanti fondi archivistici; l’Archivio Roberto Marini “Oltre il secolo breve” per l’ingente patrimonio di VHS raccolte negli anni; il Centro il Funaro per l’importante archivio Andres Neumann; il Centro di Documentazione di Pistoia con la digitalizzazione di migliaia di pagine tratte da fanzine, fogli unici, periodici tematici di grande rarità. E molto altro ancora, per arrivare a salvaguardare – e mettere in rete – quanti più documenti possibile.

I progetti non avrebbero potuto funzionare se non ci fosse stato un lavoro di collaborazione da parte della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per la Toscana, che «Ha seguito tutti i passaggi relativi alle autorizzazioni, alle scelte di restauro, ha eseguito sopralluoghi, collaudi, intervenendo per correggere. Un lavoro straordinario di persone senza le quali non avremmo potuto dare scientificità al nostro lavoro», ha dichiarato infine Maria Stella Rasetti, la dirigente del Servizio Cultura e Tradizioni, turismo e informatica che coordina la direzione dell’intero progetto: non per caso il Sindaco Tomasi l’ha definita “anima” di tutto questo lavoro, e solo ad ascoltarla si percepisce quanto sia vero.

Dal progetto traspare con evidenza la finalità di chi l’ha concepito, la volontà di farne uno strumento veramente utile a chi potrà usarlo oggi, ma soprattutto per trasferire al futuro un messaggio quanto più possibile forte sul valore della cultura in ogni tempo. Quindi… mai allentare le maglie del sapere, per non disperdere quella conoscenza che permette di acquisire cultura e quindi benevolenza.

Foto: da sinistra Lorenzo Zogheri, Maria Stella Rasetti, Alessandro Tomasi, Gabriele Giacomelli

 

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