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Archivi: Regione e Soprintendenza, patto per valorizzarli Cultura

Firenze – Tutela e valorizzazione del patrimonio bibliografico e archivistico: la collaborazione sempre più stretta fra la Regione e le soprintendenze statali prosegue nonostante i continui cambiamenti di normative e regolamenti al livello centrale.

E come stella polare rimangono le parole che l’ex soprintendente bibliografico Luigi Crocetti pronunciò nel 1979 prendendo la parola al convegno su “Davide Lazzaretti e il Monte Amiata”: “La tutela non può limitarsi alla sua fase statica e improduttiva, pur se molte volte necessaria, del controllo e del blocco: la tutela deve essere in funzione della comunità e in funzione possibilmente immediata”.

Seppure destinato agli specialisti, l’incontro “Per una storia della tutela bibliografica. Spunti di riflessione dall’Archivio Storico Regionale” tenuto martedì 27 febbraio presso la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana è stato un momento importante nel quale Regione e Soprintendenza, che nel giro di due anni si sono scambiati loro malgrado ruoli e competenze per la tutela, hanno rilanciato la loro stretta alleanza di politiche e di risorse alla scadenza degli accordi sottoscritti negli anni scorsi.

Del resto proprio in questi anni si è proceduto alla individuazione, messa in sicurezza e avviata la valorizzazione di un’imponente mole di documentazione archivistica e bibliografica, soprattutto di quella privata. Secondo le indicazioni ancora di Crocetti: “Sapere che un importante carteggio è stato fermato non dovrebbe essere più soddisfacente: ogni sforzo dovrebbe essere compiuto per far entrare quel carteggio nella normale circolazione culturale, senza limitarsi al meccanismo della prelazione”.

La citazione è tratta dal volume “L’Archivio della Soprintendenza bibliografica per la Toscana” a cura di Novella Maggiora, pubblicato dalla Giunta regionale che è stato presentato nel corso dell’incontro. La vicepresidente della Regione, Monica Barni, assessore alla Cultura, sta preparando il nuovo accordo di valorizzazione ancora più efficace, mentre la soprintendente Diana Toccafondi ha illustrato il nuovo modello operativo che punta sì alla tutela, che è l’obiettivo principale dell’amministrazione centrale, ma che si impegna a inserire carte, libri e documenti nel circuito culturale dinamico della ricerca.

“Qual è la missione delle istituzioni, salvaguardare le memorie dello Stato o agire come Istituto di Cultura?”, si è chiesta Toccafondi che ha citato Crocetti: “Ogni sforzo per far entrare quel carteggio nella normale circolazione culturale”.

Foto: Monica Barni

 

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