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Archiviata l’inchiesta sulla strage di Sant’Anna di Stazzema Cronaca

Il ministro socialdemocratico della Giustizia del Baden-Wuerttemberg, Rainer Stickelberger, ha espresso il proprio rammarico. Quella che si respira a Sant’Anna di Stazzema, però, è aria di sconfitta piuttosto che di rammarico. La Procura di Stoccarda, infatti, ha deciso oggi, lunedì 1° ottobre, di archiviare l’inchiesta per la strage nazista del 12 agosto del 1944. La Procura di Stoccarda e l’Ufficio criminale regionale della regione tedesca del Baden-Wuerttemberg avevano aperto l’indagine per l’assassinio dei 560 abitanti del paese dell’Alta Garfagnana nel 2002. L’archiviazione odierna arriva dopo la condanna di Gerhard Sommer e di altri 8 componenti della “Reichsfuehrer SS”, la 16° divisione corrazzata tedesca responsabile dell’eccidio, da parte del Tribunale di La Spezia. A seguito di questa sentenza, però, la Germania aveva rifiutato l’estradizione del novantunenne Sommer, come di norma avviene per i cittadini in possesso di passaporto tedesco. La Procura di Stoccarda ha deciso l’archiviazione dell’inchiesta motivandola con l’assenza di prove documentali comprovanti la responsabilità individuale dei 17 accusati ancora in vita. Nonostante la fucilazione di 560 persone, fra le quali 100 bambini, avvenuta quel maledetto 12 agosto del 1944, la Procura tedesca ha, infatti, giustamente deciso che la mera appartenenza di un militare alle unità delle Waffen-SS non è un elemento bastevole per dimostrare l’effettiva colpa individuale nell’esecuzione della strage. Più discutibili le altre motivazioni della Procura di Stoccarda, secondo la quale non sarebbe possibile, a distanza di tanti anni, definire esattamente il numero delle vittime dell’eccidio e la fucilazione potrebbe essere stata la conseguenza della lotta tedesca ai partigiani presenti nella zona. Non si potrebbe, insomma, accertare se quella di Sant’Anna fu una strage programmata o uno dei tragici episodi della Resistenza.

Le dichiarazioni del presidente della Regione Toscana
«Una decisione che lascia sconcertati: anche perché tra gli indagati c’erano rei confessi, che pubblicamente hanno raccontato di aver sparato con la mitragliatrice su donne inermi»: così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha commentato l’archiviazione delle indagini sulla strage del 12 agosto 1944. «La presenza lo scorso agosto a Sant’Anna – ha proseguito il Governatore – del presidente del Parlamento Europeo Schultz, che ha deciso di partecipare alla commemorazione della strage, aveva sancito in modo solenne che il dolore di quella comunità è parte di una nuova cittadinanza europea: un’Europa unita non con il dominio ma con il diritto e la giustizia. La decisione ora del tribunale di Stoccarda ci fa fare un brutto passo indietro». «Nessuno – ha concluso – cerca vendetta: un massacro come quello di Sant’Anna reclama giustizia. Questo verdetto ora la nega».

Foto: http://www.friedensorgelsantanna.italienfreunde.de

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