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Aree rurali, lo sviluppo parta dal taglio dell’Imu Economia

Firenze – Convegno di Cia Toscana a Firenze dedicato a legge stabilità, jobs act e governance istituzionale. Brunelli, presidente Cia Toscana: «Agricoltori e istituzioni devono remare dalla stessa parte». Martedì via a mobilitazione contro Imu; Scanavino, Cia nazionale: «Costretti a scendere in piazza»

«Dipingiamo insieme la nuova cartolina toscana, ma non rendiamo ricco solo il fotografo che la ritrae; ma, soprattutto il contadino che la dipinge e il cittadino che la vive. Insomma amministratori, scriviamo insieme i piani urbanistici, regolamenti attuativi e le leggi che regolano i nostri territori». E’ quanto ha sottolineato il presidente Cia Toscana Luca Brunelli oggi a Firenze, all’interno del convegno dedicato alle aree rurali – legge stabilità, jobs act e governance istituzionale -, che ha visto la partecipazione dell’assessore al bilancio della Regione Toscana Vittorio Bugli, dell’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori, del parlamentare Dario Parrini e del presidente Cia nazionale Dino Scanavino, oltre ai rappresentanti di Anci, Uncem e Upi.

«Agricoltura è settore economico importante legato alla ruralità – ha detto Brunelli -, alle abitudini e alla vita di chi lo vive. Per questo va considerato il vero valore dell’agricoltura dal punto di vista socio-economico. Sul PIT – ha aggiunto -, riconosciamo alla politica di aver ascoltato le nostre proposte, che si è confrontata con noi, che ha tenuto alto il dialogo tutto questo ha permesso di ottenere oggi due strumenti di rivitalizzare questa regione. Ma non basta: in Consiglio regionale vanno corretti gli ultimi refusi sul PIT, poi starà agli amministratori, ai sindaci, ai presidenti delle Province e delle comunità montane, trasformare gli strumenti in azioni reali». Brunelli ha toccato anche il tema Psr: «Utilizziamo tutte le opportunità – ha proseguito -, puntiamo all’aggregazione e pensiamo a come garantire gli investimenti con un credito diverso; pensiamo a sviluppare imprese femminili, a costruire aziende per i giovani e a garantirgli il futuro. Investiamo sull’innovazione che non vuol dire solo ‘trattori nuovi’ ma crescere in tecnologia». Sul problema ungulati e predatori: «abbiamo condiviso indirizzi e scelte; ora se non siamo ostaggi di nessuno, quegli indirizzi devono essere rispettati e devono dare delle risposte».

«La Toscana deve remare insieme per far crescere le nostre aziende. Il 2014 ci ha visto vittime di alluvioni, piogge e della mosca olearia; per decreto – ha detto Brunelli – non possiamo evitarle, ma per decreto possiamo limitare il loro impatto, cominciando dalla legge di stabilità, che presenta aspetti positivi come l’esenzione Inps e la riduzione sul taglio dei patronati e poi ci offende con il prezzo del gasolio, con l’annullamento della deduzione sull’Irap e con il prelievo Imu. Come ripetiamo da tempo – aggiunge Brunelli – l’Imu è una tassa iniqua e insostenibile: invece di creare gettito sulla pelle degli agricoltori, perché non andiamo a razionalizzare il sistema agricolo, cominciando da tutti quegli enti che gravitano nel settore agricolo? Gli agricoltori non possono pagare un centesimo di più, mentre una razionalizzazione permetterebbe di dare vita alle nostre aree rurali, dignità ai nostri pensionati ridotti in miseria e infrastrutture alle campagne»

Proprio per l’Imu si svolgerà il primo giorno di mobilitazione in Toscana, martedì 10 febbraio. In tutte le province toscane si svolgeranno incontri con i sindaci parlamentari e prefetture. Agricoltori e trattori, scenderanno nelle strade e nelle piazze per una protesta civile che faccia capire ulteriormente – alla politica ed alle istituzioni – i motivi per cui l’Imu era sbagliata prima ed è sbagliato adesso, anche dopo i cambiamenti introdotti con l’approvazione del decreto legge n. 4 del 24 gennaio, che in molti casi hanno perfino aggravato la situazione delle aziende agricole toscane.  Gli appuntamenti sono nella mattinata (10 febbraio)a Bettolle (Sinalunga-Si) all’altezza del casello autostradale A1 Valdichiana; a Grosseto (davanti alla Prefettura, piazza della Vasca-Via IV Novembre). A Pisa ci sarà un’iniziativa alla sala consiliare della Provincia.

Proprio sull’Imu è intervenuto il presidente nazionale Cia Dino Scanavino: «Noi vogliamo essere a disposizione e come abbiamo sempre fatto, collaborare per risolvere i problemi dell’agricoltura – ha detto Scanavino -; ma questa volta dobbiamo scendere in piazza, controvoglia, perché scendere in piazza è la fine del dialogo. Alla piazza abbiamo sempre preferito dare un contributo concreto.

 

Sul tema della competitività ha detto Scanavino: «le imprese agricole devono essere messe in grado di essere competitive con le altre aziende europee. Ad esempio il prezzo più basso del gasolio agricolo in Francia ci ‘regala’ già un gap competitivo da colmare. Bisogna lavorare per stabilizzare i prezzi (non i redditi) per non favorire la speculazione. La stabilità dei prezzi è un valore a cui non si potrà rinunciare».

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