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“Aria, acqua, terra e fuoco”, è fatto di questo il destino dell’uomo Ambiente, Breaking news, Cultura

Firenze – Il  successo di  Aria, Acqua, Terra, Fuoco  volume monografico speciale della rivista Testimonianze  dedicato ai temi ambientali  appare caratterizzato dal tipo di approccio  alla complessità di un tema che non si presta a semplificazioni, sviluppando spunti e riflessioni che da anni caratterizzano l’ambientalismo democratico.

D. Appena trascorso l’Earth Day,  merita riproporre questa analisi attraverso un’intervista  con il direttore di Testimonianze Severino Saccardi, autore del saggio introduttivo, Acqua, Terra e Fuoco: perché  vi siete rifatti a questa antica immagine e alla sua simbologia?

R. Nei quattro grandi elementi che, secondo gli antichi, costituivano la realtà del mondo (e che chiaramente non trovano corrispondenza nella visione della scienza moderna) c’era la ricerca della chiave dell’armonia delle cose e del cosmo. Noi, questa immagine l’abbiamo usata come una grande metafora per parlare della grande “questione ambiente” nel nostro tempo della complessità  E’ un’immagine che ha anche la sua utilità e rispetto alla quale si possono trovare rimandi puntuali perché l’impegno di carattere ecologico postula aria e acqua pulite, un territorio rispettato, ben pianificato e messo in sicurezza e un rapporto attento con il fuoco, che era prometeicamente considerato simbolo di progresso, ma di cui va valutato anche il potenziale distruttivo.

D. Quello dell’ambiente è un tema a cui  Testimonianze ha sempre prestato attenzione, fin dagli anni ‘70.

R. Certo, già da quando a “Testimonianze” si facevano seminari sull “Energia, problema di tutti” (da cui fu poi ricavato un corposo volume) fino ai volumi più recenti come quelli dedicati a “Stili di vita ed etica del consumare” a “il grande tema dell’acqua” e, soprattutto, al maxi-volume su “La grande alluvione” del 1966, un concentrato di storia, riflessioni culturali, memorie di vicende esistenziali, considerazioni politiche e, appunto, riflessioni sull’ambiente che rimandano alla nostra più stretta e stringente attualità.

D. Tu hai  scritto che  è   “Inutile prendersela con gli elementi naturali”.  In che senso?

R. Gli elementi naturali hanno le loro dinamiche, la natura ha il proprio corso. Inutile incolpare la natura di responsabilità che sono riconducibili a scelte e ad azioni dell’uomo. Intendiamoci: il nostro volume non è costruito all’insegna di un “naturalismo” romantico. La natura è madre (e nel volume ci sono immagini dell’artista latinoamericana Yelitza Altamirano sulla “Pachamama” ( cioè sulla Madre Terra), ma la natura è anche matrigna (Leopardi docet) e, come ricorda Machiavelli, viene il momento in cui contro la forza degli elementi bisogna porre argini. In ogni caso, è di forte valore un messaggio come quello di papa Francesco che nella “Laudato sì” invita ad assumere un atteggiamento improntato al senso di responsabilità verso l’ambiente in cui noi, esseri umani, siamo inseriti e viviamo.

D. Il mondo è  ancora oggi  su un crinale apocalittico della storia ?   

R. Certo, più che mai. Avevano ragione La Pira e Balducci. Viviamo nel tempo dell’ambivalenza, Da una parte del crinale c’è la potenziale distruzione del mondo, dall’altra c’è il dispiegamento di forze ed energie creative, nel segno di una nuova cultura della convivenza fra gli uomini e fra uomo e ambiente, per superare la crisi che oggi ci attanaglia.

D. Fai riferimento a un   un groviglio di tematiche, da affrontare trasversalmente…  quali interventi si richiedono  ai governanti  a livello planetario ?

R. Ci vorrebbe, intanto, un salto di consapevolezza culturale seguito da un processo di assunzione di responsabilità da parte degli stati, dei governi e delle grandi istituzioni internazionali. C’è molto da operare in questo senso, non per tornare ad un mondo pre-moderno che non c’è più, ma per accettare la sfida della contemporaneità all’insegna della sostenibilità, investendo in ricerca, innovazione e tecnonologie non inquinanti (o meno inquinanti possibile. Va da sé che questo postula anche una riflessione profonda su un certo mutamento degli stili di vita e del modo di consumare.

D. Ma quello che si chiede in questo libro è  anche   un progetto educativo  

R. E’ fondamentale. Nel volume ci sono anche interventi degli studenti degli Istituti “Leonardo da Vinci” e “Pascoli” di Firenze e c’è il resoconto sul lavoro che associazioni ed organizzazioni come Water Right Foundation (che ha contribuito alla realizzazione del volume) conducono nelle scuole. C’è bisogno di un nuovo civismo ambientale. E l’azione educativa, al di fuori di ogni impostazione colpevolizzante e moraleggiante, ma fondata sull’acquisizione di una maggiore consapevolezza culturale dei problemi del mondo, è fondamentale. E’, dopotutto, ai giovani degli anni duemila che toccherà affrontare e cercare di risolvere questi grandi problemi del nostro tempo.

Foto: Stefania Valbonesi, San Martino in Villa, località Case di Sopra-Palazzina

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