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Arrestato Rossignolo della De Tomaso di Livorno Cronaca

L'imprenditore Gian Mario Rossignolo è  stato arrestato dalla Guardia di Finanza all'alba nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Torino su corsi di formazione professionale alla De Tomaso di Grugliasco, dichiarata fallita dal Tribunale di Livorno. Ora Rossignolo è agli arresti domiciliari per aver superato i 70 anni di età . L’accusa è di aver preso finanziamenti pubblici per 7 milioni e mezzo di euro per corsi di formazione che, in realtà, non sono mai stati avviati. Oltre a Rossignolo sono stati arrestati un dirigente della De Tomaso, bloccato dalle Fiamme gialle all'alba a Livorno, e un mediatore creditizio, che opera nel Bergamasco dove e' stato fermato all'alba. L’operazione  ha coinvolto 50 Finanzieri delle tre regioni interessate. A Livorno ha sede la De Tomaso, azienda automobilistica produttrice di auto di lusso rilevata da Rossignolo, ex manager della Zanussi e della Telecom, nel 2009 e già dichiarata fallita dal locale tribunale di Livorno.  Un'istanza analoga è in corso presso il tribunale fallimentare di Torino. In Piemonte la De Tomaso aveva acquisito lo stabilimento ex Pininfarina di Grugliasco e gran parte dei dipendenti dell'azienda che avrebbero dovuto essere riqualificati con i corsi di formazione finanziati con fondi pubblici. Secondo l'accusa, per accedere ai contributi e' stata utilizzata una fidejussione falsa dell'ammontare di alcuni milioni e parte dei fondi è finita direttamente nelle tasche di dirigenti della De Tomaso

“I lavoratori della De Tomaso non devono pagare sulla propria carne gli effetti devastanti di un reato o del malaffare di imprenditori senza scrupoli”. Cosi l'assessore al lavoro del Piemonte Claudia Porchietto ha commentato l'arresto di Gian Mario Rossignolo. “E’ La triste conferma della gravità della situazione che si è venuta a creare in queste settimane alla De Tomaso. Quanto accaduto deve servirci come spinta ulteriore per la ricerca di una soluzione condivisa. Inutile ripetere – aggiunge – che lo avevamo detto e che non ci fidavamo delle affermazioni che provenivano dalla proprietà dell'azienda. Inutile ripetere che abbiamo fatto bene ad evitare nuovi flussi di denaro pubblico nelle tasche di Rossignolo. Adesso  dobbiamo solo, e senza più esitazioni, trovare un accordo fra le parti con la speranza di un supporto anche da parte del Governo di Roma. I lavoratori della De Tomaso avrebbero potuto, forse, accettare l'idea di pagare un pedaggio alla grave crisi economica che sta colpendo l'intero sistema paese. Ma non è pensabile che debbano pagare gli effetti devastanti di un reato o del malaffare di imprenditori senza scrupoli. Sarebbe una follia. E sarebbe un bruttissimo segnale per l'intero paese”.


 

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