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Arriva il biscotto “anticrisi”, biologico e toscano Economia

Un biscotto anticrisi, il frollino certificato dalla Regione Toscana con la farfallina bianca di Agriqualità, il primo a filiera toscana e anche biologico. Prodotto e lanciato sul mercato dal Biscottificio Scapigliati di Figline Valdarno, è il primo fra i prodotti docliari a ricevere il marchio che per ora ha contraddistinto solo alcuni pordotti trasformati, pane e pasta per la precisione. Una farfallina che vale moltissimo, in quanto si acquista solo se, nell'arco dell'intera filiera,  si adottano tecniche compatibili con la conservazione dell’ambiente. Inoltre, anche i fornitori devono essere a loro volta certificati e, altro dato importante, le materie prime vengono per la maggior parte dalla Toscana.

Si chiama “Frollini di Terra di Toscana”, il nuovo biscotto toscano al 100%. Per Daniele Scapigliati, che insieme al fratello Roberto gestisce l’azienda di famiglia, “ottenere il marchio agriqualità ha richiesto un impegno non indifferente. Il nostro Frollino di Terra Toscana è realizzato per il 60% con ingredienti da agricoltura integrata toscana e per il 40% con ingredienti biologici. Non saremmo mai arrivati a questo risultato senza l’esperienza maturata in precedenza con la filiera corta”.  Fondato nel 1926, per oltre un decennio certificato SA 8000, il Biscottificio Scapigliati nel 2004 ha vinto il prestigioso Ethic Award con i suoi cantuccini al  cioccolato preparati con ingredienti equo solidali. Negli ultimi anni i titolari hanno concentrato la loro attenzione sul territorio. “Rifornendo i Gruppi di Acquisto Solidali – continua Daniele –  ci è venuta l’idea di sviluppare un prodotto che avvicinasse i consumatori alle materie prime locali. Il nuovo frollino è fatto con Latte Maremma, Farina di Toscana Cereali e Olio Extravergine Montalbano, tutti ingredienti  certificati Agriqualità”.
Anche i fornitori guardano con interesse a questo primo esperimento nel comparto dolciario: per Giacomo Taviani, Direttore di Toscana Cereali che vanta un’esperienza decennale nell’agriqualità essendo stata la prima azienda in Toscana ad aver ottenuto tale certificazione, si tratta di “un’occasione importante per valorizzare e fornire valore aggiunto alle materie prime coltivate dagli agricoltori toscani”.

Il primo biscotto a “filiera toscana” sarà presto sugli scaffali della grande distribuzione. L’azienda produttrice conta di suscitare l’interesse dei consumatori italiani e toscani, facendo leva  sul territorio, sulle eccellenti materie prime che riesce ancora a fornire e sul saper fare produttivo. Quello realizzato con il nuovo frollino è un processo controllato “dalla terra alla tavola”, che garantisce il consumatore dalle insidie della globalizzazione, come i costi di trasporto e le emissioni “nascoste” di CO2 o la difficoltà di accertare a grande distanza le modalità di produzione delle materie prime.
Per gli Scapigliati “una “coscienza globale deve guidare il “produrre locale”, perché una rilocalizzazione della filliera alimentare ha il doppio vantaggio di ricondurre la creazione di valore aggiunto nella comunità e innalzare il livello qualitativo e salutistico dei prodotti.

Nelle attese il biscotto “scaccia-crisi” dovrebbe stimolare i consumi nazionali in sofferenza, mentre, fuori confine, la musica cambia:  all’estero i prodotti alimentari toscani sono sempre più apprezzati. La maggior parte delle esportazioni italiane di biscotti secchi, ad esempio,partono dalla Toscana. L’export di questi biscotti  è passato  da 12 milioni di euro nel 2009 a 20 milioni nel 2012. Per cogliere questo trend anche il Biscottificio Scapigliati, un’azienda di piccole dimensioni con 8 dipendenti e 1,3 milioni di euro di fatturato nel 2012, si è internazionalizzato: il 35% delle vendite sono all’estero, con Austria, UK, Norvegia, Germania e Canada, tra i primi mercati di destinazione.

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