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Arriva il grande canottaggio e la Toscana non tradisce Sport

Il canottaggio al coperto? Possibile?! Sì, grazie ai cosiddetti remoergometri, ovvero i famigerati vogatori dotati di computerino che negli ultimi anni si sono diffusi a macchia d’olio non solo presso i circoli remieri, ma anche nelle comunissime palestre, dove hanno preso talmente tanto piede da far nascere addirittura dei corsi simili allo spinning. Entrambe le manifestazioni sono state un successo, due imprese titaniche in termini organizzativi per il Comitato Toscana della Federazione Italiana Canottaggio. A raccontarci cosa ha comportato il lavorare per questi due eventi è Antonio Giuntini, presidente del canottaggio regionale: “Abbiamo, in entrambi i casi, fatto un lavoro mostruoso. Per quanto riguarda i Navicelli siamo partiti poco più che da zero, visto che in quel tratto di Arno fino al 2011 non si era mai tenuta una regata e nemmeno un semplice allenamento da parte di qualcuno. Abbiamo dovuto studiare il percorso, capire come organizzare tutta la logistica, lo spazio per i mezzi di sicurezza e soccorso, le boe… E’ stata una faticaccia, che ha ben reso però, tant’è vero che dopo due sole edizioni della Navicelli Rowing Marathon, al Comitato ci sono già pervenute richieste di alcune nazionali di primissimo livello (si parla di Croazia, Slovenia e Svizzera, n.d.r.) per valutare il campo e tenervi dei raduni in vista dei Giochi Olimpici di Londra. Per quanto riguarda Livorno invece volevamo dare un qualcosa di unico ad atleti ed appassionati, facendo le gare nella prestigiosa Accademia Navale. Qui le difficoltà maggiori sono state quelle relative al rigido protocollo dell’Accademia, che è pur sempre un istituto militare, ma visto che sono stati loro, dopo l’esperienza dei Campionati Toscani della passata stagione, a volere i Tricolori, abbiamo abbattuto qualsiasi ostacolo e organizzato un grande evento”. E il successo organizzativo delle due manifestazioni di canottaggio in Toscana delle quali Giuntini ha curato l’organizzazione è palpabile nei numeri: 50 circoli per un totale di 698 canottieri hanno partecipato alla Navicelli Rowing Marathon di Pisa, 58 club e 382 atleti a contendersi gli scudetti indoor a Livorno. Il totale è impressionante: la Toscana in questi due weekend ha ospitato la bellezza di quasi 1100 canottieri. Dimostrazione che il canottaggio in Toscana non è solo tradizione remiera (la società-madre del remo in Italia è la Canottieri Limite di Limite sull’Arno, fondata nel 1861, come l’Unità d’Italia, la bellezza di 27 anni prima della Federazione stessa), ma da oggi può diventare sinonimo di grande organizzazione.

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