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Arriva il Milan: Viola alla prova del modulo Sousa Sport

Firenze – In vista dell’attesissima prima di campionato contro il Milan, domenica 23 agosto, è opportuno parlare anche di gioco. Ci si sta complimentando con Sousa perché, finalmente, ci libera dal noioso tiqui taca e da quel traccheggiare eccessivamente ragionato che a volte prevede anche di escludere attaccanti di ruolo. Un po’ come quando il Barça schierava Fabregas centravanti.

Anche Montella, ne sono sicuro, plaude; perché era da due anni che progressivamente cercava di cambiare, puntando più sul recupero palla che non sul possesso, e dando maggiore fisicità al centrocampo e all’attacco (infortuni permettendo!). Ora la rivoluzione sembra compiuta. La squadra si annuncia con una retroguardia molto coperta e più bassa, protetta da due centrocampisti che terranno la posizione davanti alla difesa e che cercheranno di rubare palla e di rilanciare prontamente l’azione facendo leva sulla mobilità dei trequartisti: e cioè, tre centrocampisti avanzati, tra cui magari anche punte devote al sacrificio e al pressing alto, che stiano dietro un centravanti mobile e ficcante.

È il 4-2-3-1, il gioco più praticato tra le grandi in Europa e praticamente ortodossia in quella specie di NBA che è la Premiership. Riflettiamoci. In Italia, l’unica squadra che sistematicamente e direi maniacalmente ha giocato quel calcio è stata il Napoli di Benitez; con risultati peraltro poco incoraggianti, visto il record di reti al passivo in due anni e le magre soddisfazioni di classifica rispetto alle premesse e alle promesse.

Il fatto è che in Italia quel gioco non è facile applicarlo senza compromettere gli equilibri tra i reparti. Trovarsi fuori posizione o anche sbagliare la misura di un passaggio in una disposizione così spericolata (il centrocampo è sempre in inferiorità numerica) può voler dire immolarsi all’opportunismo dei contropiedisti; tenere poco palla e aspettare gli avversari, può voler dire subire e concedere troppe chances. Per quel gioco ci vogliono difensori di ferro, sempre attenti e solerti nei raddoppi e nelle diagonali (e temo che la Fiorentina, al momento, non ce li abbia).

A centrocampo ci vogliono…Suarez e Badelj! Dunque, due giocatori che la Viola ha, ma ai quali Sousa sembra preferire Suarez accanto al vecchio compagno Borja Valero (e io rabbrividisco al semplice pensiero di una palla morta sulla quale Borja ci si debba avventare d’anticipo e di fisico!). La trequarti e l’attacco possono invece funzionare, anche se io, e forse alla lunga Sousa, preferirei Borja sulla linea dei tre dietro la punta in alternativa a Mati Fernandez.

Comunque, è rassicurante che Sousa abbia anche provato il 3-5-2. Un Vecino (o un Kazami) in più sulla mediana, e tre difensori di ruolo con i “terzini” a fare gli esterni alti mi sembrano preferibili per il nostro campionato. E vorrei aggiungere anche un’altra considerazione generale. Comincio a pensare che il disastro europeo delle squadre britanniche venga proprio da questo modulo spregiudicato, bello e a volte impossibile. Già quest’anno il West Ham è stato eliminato nei preliminari europei dai romeni dell’Astra Giurgiu (sic!) e il Southampton non è andato oltre l’1-1 in casa contro un’impronunciabile ignota squadra danese.

Dalla debolezza intrinesca di quel modulo, se non si dispone di grandi implacabili goleador, credo vengano anche le crisi attuali di Liverpool e di Chelsea, e vanga anche l’endemica promessa non mantenuta dell’Arsenal e la stentata rinascita dello United (passato dal 4-4-2 di Ferguson al 4-2-3-1). La Fiorentina, in questo precampionato, ha affrontato e battuto il Chelsea allo Stamford Bridge opponendo un 3-5-2 al 4-2-3-1 di Mourinho. Ma addirittura io consiglio di imparare dalla Juve, la quale si sta riaffacciando al vertice del calcio mondiale con una difesa a quattro fortissima, con quattro centrocampisti fisici e mobili (per lo più, anche veloci) e con due punte.

Niente 4-2-3-1 e niente più, se non in emergenza, il 3-5-2 alla Conte. Paradossalmente, il gioco più antico del mondo, il 4-4-2 (o se preferite il sofisma: il 4-3-1-2), è oggi in controtendenza, ma anche con indubbi vantaggi tattici rispetto agli altri se giocato coi giocatori giusti al posto giusto.

Dunque, attento Sousa! Vedo che vuoi cominciare contro il Milan con Borja accanto a Suarez, e vedo che tardi a sollecitare la dirigenza per acquisti importanti in difesa (reparto in palese affanno). Io, fossi in te, comincerei domenica con un prudente 3-5-2. I giocatori sarebbero gli stessi, ma la disposizione in campo assai più prudente e collaudata. Per le avventure c’è tempo. E quel tempo, aggiungo, andrà impiegato per acquisti mirati e di valore in difesa.

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