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One Billion rising, grande flash mob contro la violenza sulle donne Società

Sarà un grande ballo collettivo o piuttosto una manifestazione politica? Se lo sono chiesto in molti nel corso delle ultime settimane. Ma la matrice politica sarà sicuramente secondaria nelle grandi adunate che questo 14 febbraio esorteranno il mondo intero affinché finalmente affronti, senza trincerarsi dietro motivi politici o religiosi, il problema della violenza sulle donne.
One billion rising, la campagna lanciata da Eve Ensler nel quinto anniversario del V-day a cui hanno aderito 200 paesi nel mondo, “non appartiene ad alcuna organizzazione politica o partitica, è un evento autogestito” – si legge su Facebook. Tenendo in qualche modo le distanze anche da quel 13 febbraio 2011, in cui la protesta di un milione di donne italiane per riaffermare la propria dignità si concentrò contro l’allora premier. Diversa soprattutto perché non ci saranno cortei che sfileranno per la città, ma un grande ballo collettivo che rappresenterà lo sdegno delle donne e degli uomini “buoni”, inaugurando “un nuovo tempo e un nuovo modo di essere.  

Parlamento_europeo.jpgPrevisto inizialmente nella sola Piazza Repubblica (ore 15), il ballo si svolgerà anche in Piazza Santo Spirito alle 19. A Firenze, unica città italiana, si bissa, visto il grande numero di donne che, non potendo partecipare nel primo pomeriggio per motivi di lavoro, vogliono comunque vivere il flash mob ideato da Eve Ensler che avrà la regia di tante associazioni e movimenti fiorentini e del coordinamento donne Cgil Toscana, e ha avuto l’adesione del Comune di Firenze.
La prossima potrei essere io”, recitavano lo scorso 25 novembre i cartelli indossati da alcune donne che manifestavano contro la violenza di genere a Prato. Ed è una verità, visto che il Consiglio d’Europa ha stabilito in un’indagine del 2005 che la prima causa di morte in Europa e nel mondo per le donne tra i 15 e i 64 anni è la violenza. Anche vicina a noi, anche fra le persone più insospettabili. Nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento fiorentino, è stata ricordata Beatrice Ballerini, l’ultima vittima toscana, uccisa dall’ex marito il 14 dicembre nella sua casa. Eppure – è stato detto – “era una persona normale, con una vita normale”, di cui nessuno poteva supporre una fine così orribile.
Unica soluzione, fare un salto culturale perché il femminicidio – come ha sottolineato Luisa Petrucci di Libere tutte – si combatte con l’educazione, nella scuola e nelle famiglie e con il coinvolgimento delle istituzioni. Un’educazione che ribalta anche una visione errata, eppure consolidata, dell’amore, celebrato proprio il 14 febbraio giorno di San Valentino. “Spesso con l’amore si giustifica, si dà un alibi alla violenza sulle donne – ha detto Maria Grazia Campus di MusiQuorume si sposta l’attenzione da un atto criminale a una presunta passione”. Solo un cambiamento culturale potrà avere un’incidenza, perchè anche l’immagine del corpo femminile riportata da media e pubblicità rafforza l’idea che si possa fare liberamente uso del corpo delle donne, anche contro la loro volontà.

STOP THE VIOLENCE, l'evento di Firenze, partirà con una poesia rap/inno alla donna recitata in italiano e inglese da soli uomini a cui si affiancheranno dei pupazzi giganti. Poi al grido di “STRIKE, RISE, DANCE!” partirà il ballo/flash mob delle donne, raggiunte poi dagli uomini. Importante e simpatico il lavoro di preparazione, in parte coordinato, ma anche spontaneo nelle case e nei salotti con uomini e bambini: tutti a provare la coreografia creata da Debbie Allen per l’evento, semplificata là dove c’erano difficoltà di esecuzione.
L’importante, comunque, sarà ballare tutti insieme, affermare la cultura delle gioia e della vita e fare della danza una forma di protesta celebrativa non violenta che trasformi il 14 febbraio in una giornata di riscatto universale contro le ingiustizie subite dalle donne.

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Giovanna Focardi Nicita

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