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Art Bonus parte da Prato con il Museo del Tessuto Cultura

Prato – Sarà  il Museo del Tessuto di Prato il  primo Ente a beneficiare  del progetto di Art Bonus Toscana, finanziato da Estra, una delle più importanti multiutility sul territorio nazionale,che nata nel 2009 e controllata da 141 comuni tra Toscana e Marche,entro l’estate si presenterà  in Borsa, mettendo sul mercato tra il 40 e il 49 per cento delle azioni.

Il progetto è stato presentato all’interno dei locali del “Museo del lavoro”, uno dei più conosciuti  a livello europeo, sulla storia e lo sviluppo della tessitura dall’antichità ai giorni nostri.

A fare gli onori di casa il direttore del Museo del Tessuto Filippo Guarini, che in apertura ha parlato del ragguardevole  traguardo raggiunto in Toscana attraverso la legge 18 del 2017,grazie ad un intervento legislativo  proposto dal gruppo del Partito Democratico, in Consiglio regionale, su iniziativa del presidente della commissione Sviluppo economico, Gianni Anselmi.

A lui infatti si deve l’iniziativa della proposta di legge che la vicepresidente segretario della commissione sviluppo economico Ilaria Bugetti sottoscrisse e sostenne a marzo dello scorso anno. L’Art bonus, prevede delle agevolazioni fiscali al 65% per quei “mecenati”che sostengono progetti presentati da enti pubblici che vanno dalla manutenzione, alla protezione e restauro di beni culturali oppure interventi di sostegno a istituti e luoghi della cultura.

Sui progetti di interesse regionale inseriti su Art bonus le imprese con sede in Toscana potranno inoltrebeneficiare di un ulteriore sgravio Irap del 20% sulle erogazioni liberali effettuate che si somma al 65% previsto dalla misura nazionale.

Attraverso  l’Art Bonus si dà  la possibilità non solo ai privati di presentare dei progetti in Toscana agevolandone la raccolta dei fondi con aumento al 40% degli sgravi Irap per i mecenati con sede in Toscana, ma si allargano le possibilità dei benefici fiscali anche a banche, fondazioni bancarie e a società di assicurazioni.

“Abbiamo messo a disposizione delle imprese, delle assicurazioni e delle fondazioni ma soprattutto del sistema culturale toscano – così il presidente Anselmi – un apparato normativo che amplia le possibilità di investimento in cultura, allargando i soggetti destinatari e irrobustendo le agevolazioni, penso all’Irap e alla sua cumulabilità con gli interventi nazionali.”

Si tratta di una nuova ed importante opportunità per i beni artistici, culturali  della regione Toscana, una terra  ricchissima di paesaggi, di storia e di notevoli e preziose forme espressive dell’architettura e dell’urbanistica, monumentale e museale, che fa dire a Ilaria Bugetti che “il territorio toscano e Prato  mostrano forti segnali di risveglio culturale che possono legittimamente portare  a sfruttare pienamente le occasioni che si presenteranno con la nuova normativa regionale. La nostra è una realtà ricca di imprenditoria e sensibilità sul tema cultura e  la nuova normativa intende intervenire  per estendere sia gli incentivi che i soggetti interessati.”

E ancora: “Questa legge che abbiamo approvato l’anno scorso è una legge nuova, una sfida che noi avevamo proposto perché la Regione Toscana ci ha investito un milione di euro di mancate entrate dalle casse e quindi abbiamo l’obbligo e il dovere di veicolare questa nuova modalità nel “fare mecenatismo”.

“Una grande opportunità, spiega l’assessore alla  cultura di Prato, Simone Mangani,- questa dell’Art Bonus riformato dalla vecchia legge del 2012,perché in prima istanza si rivolge alle aziende,alle imprese,oltre che alle fondazioni bancarie, perché investano nei patrimoni artisti regionali. A Prato non mancano le strutture che averebbero bisogno di finanziamenti, dalla Scuola di musica Verdi, al Museo Pecci e al Museo di Palazzo Pretorio. Quest’elenco potrebbe essere molto più lungo, a testimonianza di quanto sia importante uno strumento come questo.”

In conclusione l’intervento di Sandro Veronesi che a proposito del primo progetto di Art Bonus in Toscana, di cui beneficia il Museo del Tessuto ha detto che investire in cultura e a Prato ha un doppio valore, perché vuol dire che la città ha preso consapevolezza della sue tradizioni e della sua storia.In una città che  fino a poco tempo fa appariva “distratta” dalla ricchezza,tanto che lui se ne era allontanato,ora la valorizzazione del patrimonio artistico pratese frutto di una nuova e rinnovata visione culturale,gli fanno dire che a Prato gli piacerebbe tornare.

 

 

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