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Arte e territorio: viaggio negli spazi aperti della città in quattro movimenti Cultura, Spettacoli

Firenze – Un viaggio “in quattro movimenti” nel territorio immediatamente adiacenti alla città alla ricerca di nuove prospettive, nuove relazioni, nuovi comportamenti.

L’esperimento riuscito di Virgilio Sieni che l’anno scorso fece riscoprire l’Isolotto ai cittadini del centro diventa un grande progetto collettivo  che coinvolge il Parco delle Cascine con la riqualificazione della Palazzina dell’Indiano, ancora l’Isolotto, poi le Piagge e il centro della città con le sperimentate performance dei Cenacoli fiorentini – Grande adagio popolare.

Il sindaco Dario Nardella ci scommette molto nella sua sfida al degrado urbano e sociale per  la riqualificazione delle periferie e proporre un battaglia per la legalità e la convivenza alternativa a quella proposta dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle basata non sulla paura solo apparentemente esorcizzata con le armi e l’intolleranza: “Non c’è legalità senza recupero di relazioni umane, sociali e culturali”. Una posizione sorretta anche con le risorse della Fondazione Cassa di Risparmio che crede con il presidente Umberto Tombari  “all’importanza del recupero urbano attraverso la cultura”.

Un’alleanza che ha permesso a Sieni di dare vita a “Quarto Paesaggio”, che durerà da giugno a settembre e che non è il solito festival né una rassegna di spettacoli, ma offre una serie di spunti di riflessione e di emozioni in percorsi nei quali alla danza si associano concerti, incontri, laboratori, centri estivi e installazioni. Più che alla quantità degli eventi (130) bisogna guardare al disegno artistico che li contraddistingue, a quegli schemi calligrafici che il coreografo fiorentino ha disegnato come una nuova mappa alternativa alla straripante dominanza della città della cerchia dei viali.

Una mappa che modella il  comportamento delle persone proponendo una diversa prospettiva della città: “L’arte richiama gli elementi primari dell’essere umano, quali sono i sistemi neuronali, percettivi e cognitivi che subiscono una manipolazione quotidiana attraverso lo stress e la paura. Il territorio si apre e lo spazio, l’incontro, il confronto il dialogo è come una grande boccata di ossigeno contro i bombardamenti condizionanti del consumismo e di chi fa leva sulla paura e l’insicurezza.

Si propone al contrario una “orizzontalità dell’individuo che poi acquista meglio, dice Sieni, perché parte da una cognizione di appartenenza e apre all’ascolto verso se stessi e verso gli altri”. Mentre “si ricama” una nova geografia urbana e la si frequenta, nello stesso tempo si viene a creare “un presidio” e dunque un antidoto gentile al sentimento di paura che “è il terzo elemento fondativo dell’essere umano”.

I “camminamenti” di Sieni

Quarto Paesaggio parte dalla Palazzina dell’Indiano (PIA Palazzina Indiano Arte), nel cuore del Parco delle Cascine, che diventa uno spazio flessibile aperto alla città e affidato ora in gestione alla Compagnia Virgilio Sieni: luogo di incontro e sosta, di confronto con i temi del corpo e della natura. Costruito a fine Ottocento come caffè pubblico e utilizzato negli anni per gli scopi più diversi, l’edificio torna a nuova vita con un scopo preciso: rigenerare gli spazi e valorizzare la comunità assicurando il raccordo innovativo tra territori e quartieri limitrofi.La Palazzina assolverà infatti a più funzioni: caffetteria con cibi biologici a chilometro zero, spazio espositivo d’arte, pratiche sul gesto, un angolo libri specializzato su natura, piante e viaggio e sede della Scuola sul gesto e il paesaggio diretta da Virgilio Sieni.

La seconda edizione del Festival Nuovi Cantieri Culturali Isolotto (all’edizione 2017 hanno partecipato oltre 120 tra danzatori, musicisti e performer) darà vita, dal 19 al 22 luglio, ad un percorso in luoghi al chiuso e all’aperto nei quali saranno realizzate residenze artistiche, incontri, laboratori sul gesto rivolti a danzatori, bambini e cittadini, performance e azioni coreografiche a cura di Compagnia Virgilio Sieni, Accademia sull’arte del gesto e coreografi ospiti.

Il Teatro del Maggio presenterà un ciclo sulle Suite per violoncello di Bach e due concerti sulle musiche di Vivaldi. La Scuola di Musica di Fiesole parteciperà con concerti degli allievi e docenti della scuola e con un Coro di bambini. Tempo Reale, in occasione dell’inaugurazione del Giardino del Gesto in via Torcicoda, terrà un laboratorio e una performance sul tema del silenzio con musicisti del quartiere dell’ Isolotto. Apriranno, inoltre, spazi per mostre d’arte e sarà collocata una scultura pubblica, realizzata dall’officina artigiana Salvadori Arte di Pistoia, e donata alla comunità. In collegamento con PIA si terranno lezioni, incontri e percorsi e, in collegamento con i Cenacoli Fiorentini, verranno condivisi gruppi di cittadini che parteciperanno alle azioni coreografiche.

 Il quartiere Le Piagge ospiterà (il 28 settembre alle 20.30 in Piazza Pinocchio) un concerto dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino che eseguirà Le Quattro Stagioni di Vivaldi. L’evento vuole essere uno svelamento simbolico del ‘Casone’ delle Piagge, il complesso in via dell’Osteria che sarà ristrutturato a uso housing sociale grazie a un’azione congiunta di Fondazione CR Firenze e del Fondo Housing Toscano.

Sempre nel mese di settembre a Le Piagge, l’Accademia sull’arte del gesto di Sieni, realizzerà un ciclo di pratiche sul corpo rivolte a cittadini di ogni età. La cultura verrà offerta nella naturalezza e nella quotidianità della vita degli abitanti dei quartieri cercando di far sentire tutti partecipi al bene comune e alla vita della propria città attraverso un’azione di coesione sociale nella quale ogni cittadino si sente protagonista.

Gli abitanti delle Cascine, dell’Isolotto e delle Piagge, saranno gli interpreti alle azioni coreografiche della nuova edizione del progetto ‘Cenacoli Fiorentini _ Grande Adagio popolare’ che si svilupperà dal 20 al 23 settembre. La scelta di tre cenacoli fiorentini (Cenacolo di Ognissanti, di Sant’Apollonia, di Andrea del Sarto) e della Biblioteca di San Marco come momento d’incontro delle varie esperienze che si svolgeranno nei territori di Firenze, diventa un gesto necessario di trasmissione e risonanza del cittadino partecipatore alla dislocazione emozionale, fisica e percettiva della città.

 

Foto: La Palazzina dell’Indiano

 

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