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Arte: personale di Renato Ranaldi alla galleria il Ponte Cultura

Firenze – Alla galleria il Ponte di via di Mezzo Andrea Alibrandi presenta, per la terza volta, una personale di Renato Ranaldi, a cura di Bruno Corà, con opere che risalgono a periodi diversi:”Angolari”, 1973- 74; “ Scioperii”, 2015 ; “Contenzioso”2016.

Le pareti bianchissime della galleria accolgono gli “Scioperii”,  titolo un po’ irrisorio che si riferisce a quelle annotazioni,  o segni, fatti a margine in momenti di scialo del proprio tempo e della propria attenzione, come certe annotazioni ai margini di un testo o di una pittura. Non per niente  i primi sonetti  in lingua volgare furono  proprio quelli di Jacopo da Lentini – il Notaro, come semplicemente lo chiama Dante – scritti   in margine ai  suoi atti notarili . Qui si tratta di carte bianche, vuote e solo ai margini  segnate da piccolissimi  disegni o schizzi a china, quasi a sottolineare la poca importanza del testo, di qualsiasi testo,  che lascia sfuggire appena qualche paroletta. In realtà si tratta di ‘scarabocchi’ che rivelano la mano sapiente dell’artista, solo apparentemente distratto nel suo giocherellare. I significati che ciascun osservatore può attribuire possono essere tanti, forse  il rifuggire da  realtà cosiddette complesse e l’ironia sul nulla o quasi della realtà. Oppure, meglio ancora , “il poeta si diverte, lasciamolo divertire” di palazzeschiana memoria.

Ma nella parete di fondo della galleria due grandi pannelli bianchi messi in tralice, “Contenzioso”, sono uniti da un fascio di colori  a olio, un intreccio  abbagliante dell’intera tavolozza, tenuto insieme da un invisibile collante, a contestare,  forse, ogni presuntuosa stabilità  e armonia  del  reale, sempre in equilibrio instabile fra contendenti – appunto – e mai pacificato  per la sua stessa natura. Al di là dei presumibili significati, comunque, l’effetto è superbo, di grande eleganza , un’opera concepita , mi dice Alibrandi, appositamente per il grande spazio candido della galleria.

Al piano  seminterrato del locale sono esposti lavori degli anni Settanta, di cui sono protagonisti gli “Angolari”, tele  accostate in modo da creare un angolo. Una di queste tele  è dipinta di  verde; un’ altra, riempita di  tratteggio  a matita, rappresenta come due colline unite fra loro da un leggero ponticello di legno, lieve come un reticolato giapponese, quasi ad indicare che qualcosa, comunque fragile, può unire la nostra squilibrata realtà. Ma queste sono, ovviamente,  illazioni dell’osservatore, che difficilmente può entrare nella fantasia, fra il serio e il giocoso, dell’artista.  Nella stessa sala sono presenti, appese alle pareti,  scatole di plexiglass con dentro  piccoli oggetti  che possono  ricordare  certe ‘scatole’ di Josef Cornell.

“Scioperìi “ è anche il titolo di un volume di Renato Ranaldi , che è stato presentato da Bruno Corà  al Museo di Antropologia  di Firenze. Insomma una mostra di uno degli artisti contemporanei più significativi del panorama italiano,  ‘filosofo visivo’, lo definirei ,  che regala stupore e garbata ironia.

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