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Intesa Regione-Comune sui nuovi ristoranti, verso il blocco triennale Breaking news, Economia

Firenze – E’ con una breve nota congiunta, che Nico Gronchi e Santino Cannamela, rispettivamente Presidente Regionale e Città di Firenze di Confesercenti, rendono pubblica la loro soddisfazione per lo schema d’intesa tra Regione e Comune di Firenze  approvato ieri dalla  giunta regionale. Il provvedimento ha lo scopo di preservare la città e il tessuto commerciale costituito dall’artigianato fiorentino e dai negozi tradizionali.

Abbiamo già pubblicamente sostenuto, nei giorni scorsi, la misura con cui il Comune di Firenze, nell’ambito del percorso amministrativo per la modifica del cosiddetto Regolamento UNESCO ha proposto, tra le altre cose, il blocco totale per tre anni alle nuove attività alimentari e della ristorazione – si legge nella nota diffusa da Confesercenti – l’intesa con la Regione Toscana rafforza notevolmente il quadro normativo di chi non intende arrendersi all’assalto dei processi di globalizzazione e standardizzazione dell’offerta commerciale che purtroppo riguarda, per una serie di motivi facilmente intuibili, le città d’arte più importanti del Paese e quindi anche Firenze”.

Del resto, a parlare sono i dati dell’Ufficio di Statistics di Palazzo Vecchio, cui si rivolgono Gronchi e Cannamela: “Dati eloquenti, con aumenti vertiginosi, negli ultimi cinque anni, per le attività di somministrazione/alimentari nel centro storico della città rispetto al restante territorio comunale: è dunque necessario intervenire per salvare quanto ancora non compromesso in termini di identità economica e commercialeUn vero e proprio valore aggiunto quest’ultimo, che, se perfettamente integrato con il patrimonio artistico e monumentale delle città fa sicuramente di Firenze una delle città più attrattive del mondo”.

Oggetto dell’intesa Regione-Comune di Firenze dunque è il divieto, per un periodo di tre anni, di apertura di nuovi esercizi alimentari e di ristorazione, introduzione di limitazioni a tutela del centro storico di Firenze.

Una misura motivata dalla volontà di tutelare il centro storico fiorentino da attività economiche che rischiano di snaturarne l’identità culturale. In particolare, infatti, secondo i dati dell’ufficio statistica del Comune di Firenze, negli ultimi 5 anni gli esercizi di somministrazione, in ambito cittadino, sono cresciuti del 28,6%. Però, mentre fuori dal centro storico l’aumento è stato del 16%, al suo interno l’aumento è stato del 44%, con una densità di presenza di esercizi di somministrazione di 215,4 per chilometro quadrato, contro gli 11 per kmq fuori del centro.

Restando sempre nel centro storico, è da registrare un aumento degli esercizi di commercio alimentare del 78,7% (contro quello in città pari al 10,7%) e con una densità di presenza di 48,1 per kmq: sommando le densità delle due tipologie di attività si arriva ad avere 263,6 esercizi per kmq.

Il centro storico del Comune di Firenze, sin dal 1982, fa parte dei siti italiani inseriti nella lista del patrimonio mondiale Unesco ed è sottoposto ad apposito piano di gestione. Il suo eccezionale valore universale è stato confermato e approvato dall’Unesco World Heritage Committee nel 2014: “L’unicità dell’artigianato fiorentino e i negozi tradizionali del centro storico sono una testimonianza concreta del passato locale. In questo modo, essi garantiscono la continuità di una tradizione eccezionale, in grado di perpetuare l’immagine storica della città”. Sulla questione sono intervenuti anche il presidente regionale Enrico Rossi e l’assessore al turismo Stefano Ciuoffo.

“Firenze – ha spiegato il presidente Enrico Rossi – è una città con un’alta densità di beni culturali dislocati in un territorio limitato con un flusso turistico concentrato nel centro storico e quello che vogliamo evitare è una perdita della sua tipicità a favore dell’omologazione dettata da ragioni connesse alla preponderanza della presenza dei turisti rispetto ai residenti”.

“La peculiarità del centro storico fiorentino – ha detto l’assessore al turismo Stefano Ciuoffo – deve rimanere legata all’identità trasmessa anche da negozi e botteghe e dai suoi commercianti, non solo dai monumenti e dai palazzi. È un quadro che si tiene insieme e che dobbiamo cercare di preservare, perchè la peculiarità e tipicità delle nostre città ci sta a cuore e dobbiamo mantenerne l’attrattività”.

All’inizio del 2016 il Comune di Firenze ha approvato il Regolamento Unesco, che detta “Misure per la tutela e il decoro del patrimonio culturale del centro storico”, che ha consentito di adottare alcune azioni a tutela dell’identità culturale e storica del centro storico, ma oggi è emersa l’esigenza di agire con ancora maggiore determinazione a tutela dell’identità e tradizione di questa parte della città.

Da questa esigenza nasce l’Intesa con la Regione, che sarà firmata a breve, utilizzando lo strumento di recente introdotto dal d.lgs. 222 del 2016, grazie al quale il Comune, per le finalità di tutela delle aree di particolare pregio già indicate dal Codice dei beni culturali e del paesaggio, d’intesa con la Regione e sentito il competente soprintendente del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, può adottare deliberazioni volte a delimitare zone o aree aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico in cui possa essere vietato o subordinato ad autorizzazione l’esercizio di attività economiche ritenute incompatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Di conseguenza, a seguito della firma dell’Intesa, il Comune approverà il suo nuovo Regolamento Unesco, con le ulteriori misure di tutela dell’identità del centro storico.

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