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Artigianato, si arresta la caduta ma è ancora crisi Economia

Nel complesso si blocca l’emorragia di valore dal tessuto artigiano toscano (+0,4% il fatturato), ma per molte aziende si tratta di mera sopravvivenza, un assestamento sui bassi livelli del 2011, che erano il risultato di tre anni consecutivi di crisi. Andando a osservare le dinamiche settoriali: il lieve rimbalzo sui modesti fatturati 2011 riguarda il manifatturiero  +2,8% e i servizi + 5,7%, ma la contrazione delle costruzioni ( -4,8%) è pesante. Per quanto riguarda le dinamiche territoriali è difficile non parlare di rimbalzo per gli exploit di Pistoia e Arezzo, solo Lucca mostra una dinamica positiva nel breve e nel medio periodo, che però è in attesa di conferme ed eventuali ritarature al ribasso sul consuntivo definitivo del 2012; per il resto il panorama che emerge è negativo: Firenze non viene salvata dalla buona performance della pelletteria, Prato soffre delle nuova fase economica che riguarda il distretto tessile, le altre province molto penalizzate dalla crisi dell’edilizia,  non compensata in modo sufficiente dagli altri comparti.

Questi i risultati di Trend, l’analisi congiunturale semestrale effettuata da CNA Toscana sui dati della contabilità di migliaia di imprese artigiane della regione, presentata in conferenza stampa martedì 27 novembre a Firenze. Per quanto riguarda le prospettive la crescita ‘zero’ del primo semestre 2012 non segna ancora la fine di un ciclo economico negativo; la situazione di crisi è infatti pesante nell’edilizia, inoltre il dettaglio provinciale mostra, insieme a diverse flessioni preoccupanti, una positività non convincente perché legata a fattori contingenti e rimbalzi tecnici; difficile quindi  che l’ultima parte del 2012, conti alla mano, possa riuscire a andare molto oltre il mantenimento dei livelli di attività economica del 2011. La persistente debolezza del ciclo implica un ulteriore rafforzamento dell’impegno a preservare un tessuto artigiano sempre a rischio di sopravvivenza per una crisi senza precedenti dal dopoguerra in poi; allo stesso tempo è necessario  incoraggiare e sostenere investimenti selettivi laddove la domanda si sta riposizionando.

Il Presidente CNA Toscana Valter Tamburini ha illustrato le linee generali del rapporto sul primo semestre 2012 e le previsioni per il 2013, sottolineando che “ Internazionalizzazione e innovazione sono due settori strategici per lo sviluppo delle imprese. Per cofinanziare in maniera snella e rapida questi ambiti strategici per il successo aziendale, CNA Toscana propone l’attivazione di voucher che dovrebbero sostanziarsi in somme di alcune migliaia di euro, che le imprese potrebbero spendere esclusivamente per promuovere progetti di innovazione e/o di internazionalizzazione. Si tratta di strumenti snelli, attivabili con rapidità che offrirebbero alle imprese un contributo concreto e veloce per affrontare il loro riposizionamento produttivo e commerciale”.

Ha aggiunto il Direttore CNA Toscana Saverio Paolieri:” L’internazionalizzazione rappresenta un fattore decisivo per il successo aziendale. La Regione dedica un budget significativo all’internazionalizzazione che, tuttavia, viene quasi interamente devoluto a Toscana Promozione, i cui risultati a favore delle imprese appaiono insufficienti. A tal proposito CNA Toscana chiede di ridurre il peso ed il ruolo di Toscana Promozione, rivolgendo maggiori risorse a beneficio delle imprese. Per quanto poi riguarda il credito, uno dei problemi più gravi per le imprese toscane, CNA Toscana chiede alla Regione di promuovere bandi a sostegno della liquidità aziendale, vera emergenza che si trovano ad affrontare le imprese che lavorano con la P.A. e con committenti che, a causa della crisi, pagano con ritardi insostenibili”.

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