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La magia di villa Màgia Cultura

Si pronuncia Màgia ma la villa medicea di Quarrata è piuttosto una magìa. Inaugurato ufficialmente a giugno 2005, il centro di Villa La Magia, una delle più affascinanti ville rinascimentali della Toscana, nasce da un’idea del sindaco di Quarrata, Sabrina Sergio Gori, dopo che nel 2000 il Comune ha acquistato l’intero complesso con l’intenzione di conferirgli un carattere culturale di riferimento, nell’ottica di riqualificare il territorio e il patrimonio storico locale. Riconosciuto dalla Regione Toscana come progetto d’importanza regionale per l’arte contemporanea, il progetto del centro consiste di una attività espositiva di carattere internazionale, accompagnata dalla realizzazione di un parco-museo. Nome del progetto è “Genius loci. Lo Spirito del Luogo”, e prevede soltanto opere create appositamente per la villa e il suo parco.

Tra i lavori che già fanno parte della collezione del parco, curata fino alla scorsa edizione da Katalin Mollek Burmaister, troviamo: Micat in vertice di Fabrizio Corneli, installazione di luce sulla facciata della Limonaia di Levante; Bruciaprofumi, due grandi sculture in terracotta, e Fabbrica della memoria, un tempietto che richiama la forma del cervello, vicino al lago, di Anne e Patrick Poirier; Ascolta il flauto di canna di Marco Bagnoli; Giardino rovesciato dell’artista Idetoshi Nagasawa, un giardino in muratura realizzata nello spazio esterno che affianca la Tinaia di Levante e infine, ultima opera realizzata nel 2009 nel cortile della Villa, un’installazione neon di Maurizio Nannucci, composta  da  quattro testi luminosi nei colori blu, giallo, verde, che marcano il perimetro alto delle facciate interne e sottolineano il confine tra architettura e cielo.

Quest’anno a maggio si inaugura una fontana di Daniel Buren, uno dei protagonisti delle avanguardie europee degli anni sessanta, che ha scelto di lavorare nella dimensione astratta e concettuale, e che fino dal 1965 ha eletto come forma espressiva, strisce colorate modulari, di uguale larghezza, che alternano il bianco a uno dei colori primari. Buren negli anni ha usato i supporti più vari per intervenire con le sue strisce che lui definisce “uno strumento per vedere”, creando opere temporanee, ma più spesso permanenti, in dialogo con la natura e con l’architettura dei luoghi. Il nuovo progetto per Villa la Màgia – seguito quest’anno dall’architetto David Palterer – non è il primo realizzato in Toscana: per generosi collezionisti privati Buren ha già realizzato importanti installazioni di arte ambientale come la msorprendente installazione “Sulle vigne: punti di vista", del 2001, al Castello di Ama nel Chianti e “La Cabane éclatée aux 4 salles”, realizzata nel 2005 per la Collezione Gori – Fattoria di Celle, a Santomato di Pistoia. Ci racconta David Palterre: “L’attuale fontana a Quarrata – posizionata nel prato esterno di fronte alla villa –  è stata concepita in pianta esagonale e realizzata con sei muri di lastre di marmo di Carrara, con strisce di tre colori, blu, rosso e giallo, (invece dei sei della fase iniziale del progetto), un pavimento di marmo nero, e si ispira all’idea di ninfeo. All’interno i muri sono incisi e l’acqua che sgorga su questi graffi crea bagliori di luce. Ogni muro si rispecchia nell’acqua, e dentro questa sorta di ninfeo c’è una seduta da cui si può ammirare il paesaggio attorno da punti di vista privilegiati. Anche il suono dell’acqua crea una suggestione forte, che rimanda all’atmosfera magica delle antiche grotte medicee. Si sta all’interno di questa fontana, come dentro una cittadella ideale recintata”.
Come abbiamo detto Buren è presente in Toscana, territorio d’elezione dell’artista, in più di un luogo. A Colle Val d’Elsa è stato invitato dall’architetto Jean Nouvel a partecipare alla riqualificazione della piazza di Arnolfo. Qui ha lavorato sulla pavimentazione della piazza, creando particolari disegni con liste di marmo bianco e nero, ma ha anche ideato un’altra fontana estroversa, sempre in bianco e nero.

Paola Bortolotti

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