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Artisti di strada, è tutta questione di date Cronaca

Artisti di strada fermi, regolamento in stand-by: se la questione è sempre la stessa, la differenza tuttavia la fa una banale, banalissima questione di date. Vale a dire, a giocare un ruolo di primo piano sulla certezza futura del lavoro degli artisti di strada sono i mesi. Infatti, in attesa del nuovo regolamento per la categoria, soltanto una proroga di lunga scadenza dell'attuale disciplina potrebbe tradursi in possibilità di esibirsi anche in tempo di amministrative (vale a dire nel momento in cui inizia la stagione clou per i buskers) quando gli uffici deputati del Comune vivranno il loro momento di "sospensione" e nessuno potrà firmare permessi.  Non solo: un via libera di ampio respiro che conducesse gli artisti (almeno) alla prossima estate permetterebbe una stesura concertata del nuovo regolamento che, si immagina, altro non dovrebbe essere che una lucidatura in chiave qualitativa del vecchio.

Questi i presupposti teorici per i quali, però, il condizionale è a dir poco opportuno perché la piega che stanno prendendo gli eventi lascia solchi di frenata. Sullo sfondo dell'immobilismo dell'amministrazione (l'impressione degli operatori è che lk'assessore Biagiotti, titolata a farlo, non abbia proprio fretta di firmare il regolamento ormai in "discussione" dal 2011), sorge il dubbio che tutto, in realtà, sia fermo a "carissimo amico". Da due anni e mezzo, per di più. Eppure Firenze non è Rio, un regolamento da ritoccare sull'arte di strada non dovrebbe rappresentare un osso duro. Tuttavia lo stato delle cose pare mummificato e la linea politica di Palazzo Vecchio, a riguardo, viaggia all'insegna del prendere tempo. Il minimo che un comune e banale spirito critico possa presupporre è che dietro a tanto immobilismo vi sia o incapacità o, più probabilmente, un disinvolto laissez faire. Che la cosa non sia stata ancora affrontata? È quanto sospetta, ormai, una larga fetta dell'opposizione e del resto pare che anche altri aspetti della vita attrattiva fiorentina siano vittime della medesima narcolessia (Spettacolo Viaggiante, movida etc).

Il momento per procrastinare, tra l'altro, non potrebbe essere dei migliori; poche settimane in cui tener duro e poi la scadenza delle elezioni amministrative che porterebbe al passaggio della patata bollente in altre mani. Nel mezzo restano gli artisti di strada, che lamentano di non aver ricevuto (mentre sono lì a scommettere se potranno lavorare o no) neppure una banale rassicurazione. E che hanno dovuto incassare, nell'ultimo consiglio, la firma dell'atto pubblico di proroga a tre mesi delle autorizzazioni. Troppo poco e, guarda caso, a scadenza strategica: maggio, vale a dire, elezioni. Eppure, se non proprio a tempo indeterminato, gli artisti di strada erano riusciti ad estorcere una (comunque) accettabile estensione a sei mesi che però, una volta passata alla firma dei capigruppo e intoppata tra le mani dei fautori del passaggio di "patata bollente", si è trasformata in una proroga a tre, emblematici, mesi. Manipolazione di atto pubblico di assemblea? No, o almeno non del tutto, dal momento che il foglio è poi passato una seconda volta sotto gli occhi dei firmatari del semestre. "Le firme di tutti i capigruppo erano indispensabili per portare la cosa in dibattito, quindi non abbiamo potuto fare altrimenti", dichiara Grassi (Sel). Dello stesso avviso Ornella De Zordo: "Se fosse rimasta a sei mesi non tutti l'avrebbero firmata". Ma che l'accorciamento della distanza sia funzionale alla firma del nuovo regolamento è decisamente improbabile.

Se del tutto protocollare è quindi la dicitura apportata in calce "salvo approvazione del regolamento", ciò che più colpisce è che il tempo di proproga "corretto" giunge giusto giusto alla scadenza del mandato. Il che porta dritto dritto all'affossamento (per questa "legislatura") della partita. Per quanto riguarda gli artisti, la questione prende un altro aspetto inquietante:  si dichiarano infatti convinti che il regolamento che riguarda la loro categoria sarà sì firmato, e entro il trimestre, ma il più possibile a ridosso della scadenza dell'amministrazione, quando non ci sarà più possibilità di confronto tra le parti e il tutto assumerà quindi le fattezze inequivocabili del prendere o lasciare, considerati i correttivi apportati nel frattempo che si troveranno a dover accettare. Per gli amanti delle scommesse: occhio alle date.

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