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Ascoltate il cuore della città Opinion leader

La chiusura di “strutture civili” per la memoria, per l’incontro, l’acquisto, lede il ‘sistema’-librerie-conoscenza, che si esprime attraverso relazioni, dinamicità e identità; le librerie fanno un dentro/ fuori temporale-spaziale-architettonico, funzionale con le Biblioteche, come le Farmacie lo fanno con gli Ospedali, i Caffè con le Piazze. In antico le civiltà si premuravano per prima cosa di raccogliere e conservare  incunaboli, manoscritti, documenti, codici miniati, libri che testimoniassero della loro evoluzione e conoscenza: così in Alessandria d’Egitto, in Atene, in Roma, in Vaticano.
Più vicine a noi a Firenze le raccolte della Biblioteca di San Marco volute da Cosimo il Vecchio de’Medici, della Laurenziana di Lorenzo il Magnifico, della Riccardiana, della Marucelliana, dei Georgofili, della Nazionale, per indicare solo le più importanti.
Per evolversi mantenendo la propria identità e quindi unicità è utile che la nostra città resti “Città di Veglia”, che restituisca i significati più profondi dell’Architettura, dell’Urbanistica, delle forme e dei colori; presenze via via dialoganti di “strutture civili per il vivere” di triade in triade verso la Risalita, nello spirito di: “si può andare per armonie, si può andare per dissonanze ma non sono consentite le stecche”.

Luciana Chiostri

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