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Asili nido, nasce il comitato contro le privatizzazioni Cronaca

Asili nido di Firenze, continua e si alza di tono la protesta degli operatori, insegnanti, lavoratori che accusano la giunta di andare avanti nel percorso di privatizzazione tagliando la qualità dei servizi. Tant’è vero che è nato anche un nuovo soggetto, il comitato contro le privatizzazioni, di cui fanno parte non solo gli operatori degli asili nido comunali, ma anche i genitori, interessati dalle ricadute della marcia verso il privato che il Comune sembra avere inrapreso.
“Le scelte fatte dall’amministrazione – spiegano i rappresentanti del comitato – vanno a discapito della qualità del servizio, proprio in un momento in cui aumenta il numero dei bambini”.
Uno degli argomenti più forti della protesta è lo sforamento, di fatto continuo, del numero di bambini previsto per ogni educatore. Anche nella situazione antecedente, il rapporto educatori- bambini non era sempre rispettato. Il rapporto dei bambini per educatore infatti è previsto, per legge, nei termini di un educatore per sei bambini sotto i 18 mesi, mentre vengono segnalati picchi di utenza, per i bambini sopra i dodici mesi, di 1 a 9. Non solo: la mattina fino alle 10,30 circa le educatrici denunciano situazioni in cui il rapporto cresce fino a un educatore per 13 bambini, come dalle 15,30 in poi.
“Uno stato di cose – spiega Giuseppe Cazzato delegato Rsu –  dovuto al fatto che gli asili fiorentini sono ormai a gestione diretta, dal  momento che dall’anno scorso non ci sono più le cooperative”.
Di fatto, il prolungamento di orario, fino all’anno scorso, era affidato alle cooperative, quando, a inserimenti già fatti, il comune decise di procedere con la cosidetta verticalizzazione, vale a dire quantificare la monetizzazione del prolungamento orario, rendere di nuovo la gestione diretta, e con le risorse risparmiate procedere all’esternalizzazione di alcuni nidi, 4 negli ultimi mesi, fra cui il Bagheera, il Fantaghirò, il Chicco di grano
Inoltre, ciò ha comportato un aumento dell’orario di lavoro del personale.
Infatti, nonostante le esternalizzazioni “assolute” abbiano “liberato” un certo numero di operatori, andandoli a ricollocare negli asili rimasti a gestione totalmente diretta, 
si è andati incontro a un sottodimensionamento dell’organico, dovuto in parte al fatto che anche precedentemente il numero di bambini era spesso eccedente il limite previsto. Tutto ciò ha comportato aree di sofferenza in particolari fasce orarie, ma anche, nei mesi di massima frequenza, di sforamenti per così dire stabili. Del resto, il conto dei bambini è stato fatto in base alle assenze, il che significa che, in vista di una capienza nominale d’asilo di 50 bambini, se ne accettano magari 53, pensando che difficilmente saranno tutti presenti. Una situazione che cozza contro le eisgenze di sicurezza e le norme regolamentari.
Un capitolo a parte merita la disabilità, che è stata completamente esternalizzata.
Le conseguenze di questo stato di cose tocca anche il monte ore lavoro.
Infatti, un educatore ha un pacchetto di 200 ore di lavoro, più un determinato numero di ore non frontali (vale a dire, non di attività con i bambini) impegnate nella formazione (prevista per legge) programmazione, colloqui individuali ed altre attività collegate.
Queste ore sono diventate “orario funzionale al servizio”, di fatto utilizzato per sostenere i colleghi.
La protesta, che è partita il 3 settembre con la proclamazione dello stato di agitazione votato all’unanimità dei lavoratori in assemblea, continuerà con altre iniziative.
“Non abbiamo alcuna propensione ideologica alle privatizzazioni – ribatte l’assessore all’educazione Rosa De Giorgi – abbiamo scelto questa modalità per affrontare la situazione nella quale ci hanno costretto i tagli del governo. L’ultima cosa che questa amministrazione vuole fare è diminuire i servizi i cittadini e non garantire loro ciò che sono abituati ad avere da sempre, ovvero servizi eccellenti”. E prosegue: “Per il prossimo anno educativo, in considerazione dei limiti alle assunzioni – ha aggiunto l’assessore all’educazione – sarà necessario procedere all'appalto anche del nido 'Strigonella', come già programmato, tenuto conto dei pensionamenti che si stanno verificando in questi mesi”.  

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