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Asl 10, sindaci in rivolta contro la nomina di Morello Notizie dalla toscana, Politica

«La rivolta dei sindaci dell’area fiorentina contro la nomina di Paolo Morello a direttore generale della Asl 10 non è contro il professionista, ma contro un metodo in cui la ragion politica ha supremazia rispetto al bene comune: finora nel Pd le truppe si limitavano ad obbedir tacendo, ma ora quel sistema crolla. Qualcuno lo spieghi anche a Rossi»: a esprimersi in questi termini è il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Pdl) che così commenta la bocciatura che la conferenza dei sindaci di Firenze e provincia ha riservato ieri alla scelta con cui Rossi ha incaricato Morello a prendere il posto lasciato vacante dal neoassessore regionale alla sanità Luigi Marroni.

E’ un risiko in salita, quello delle nomine a incastro dei vari direttori generali in sanità: «La risposta della maggioranza dei sindaci fiorentini contro un provvedimento frutto della fatwa lanciata dall’ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi era quasi scontata», afferma Mugnai. «Ceccuzzi si scagliava contro le ingerenze politiche nella gestione del policlinico senese delle Scotte che, proprio attraverso Morello, secondo lui avrebbe avvantaggiato il suo nemico politico giurato Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale. Così ne chiedeva la rimozione. Detto fatto – prosegue il Vicepresidente della Commissione sanità – a ulteriore dimostrazione del grado di politicizzazione che esiste nella sanità toscana e che guida scelte e valutazioni sui ruoli apicali nel settore. Ovvio che i sindaci di Firenze e provincia non possano avallare in perfetto silenzio una scelta dovuta alla ragion politica, non a un progetto strategico per la sanità del territorio».

Resta, di rimarchevole, quella che in Toscana rappresenta una vera novità politica: la sommossa delle celebri truppe cammellate della sinistra. «Finora – osserva Mugnai – la volontà del Pd-partitone si imponeva su tutto senza scossoni. Oggi non più. La base vuol farsi sentire, si è creato un cortocircuito di metodo che genera scintille un po’ in tutta la Toscana. Firenze è solo l’ultimo di una serie di episodi che dimostrano come il sistema sanitario toscano, così come concepito finora, non regga più».

Tutto questo genera uno stallo molto prossimo alla paralisi: «L’analisi e l’elaborazione del Piano sociosanitario integrato (Pssir) è ferma fin dalle dimissioni dell’ex assessore Scaramuccia. Motivo? Nodi politici da risolvere, non ultimo quello legato al recepimento di input che noi del Pdl abbiamo fornito con la nostra mozione. Intanto fioccano a un ritmo preoccupante dimissioni e richieste di dimissioni (come a Livorno), e ciò spinge a nuove nomine e nuovi incastri. E’ una spirale perversa, e i meccanismi che finora hanno funzionato adesso vanno verso l’inceppamento irrimediabile. Qualcuno lo spieghi anche a Rossi».

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